Alcune poesie e filastrocche di Pasqua in lingua italiana

Ciao a tutti!

Oggi è Pasqua, l’evento più importante per i cristiani perché si commemora la resurrezione di Cristo, oltre a costituire la massima solennità dell’anno liturgico.
Nella letteratura mondiale ci sono tantissime poesie e filastrocche dedicate a questo momento così speciale. Eccone alcune!

Da dove viene?
(Giusi Quarenghi)

Da dove viene l’uovo di cioccolato
se nessuno l’ha mai covato?

Da dove viene l’uovo dipinto
che quando lo mangi è vero e non è finto?

Da dove viene l’uovo con la sorpresa
se le galline non fanno la spesa?

Il pulcino marziano
(Gianni Rodari)

Ho visto, a Pasqua, sbarcare
dall’uovo di cioccolato
un pulcino marziano.
Di certo il comandante
di quell’uovo volante
di zucchero e cacao
con la zampa ha fatto ciao.
E il gatto, per la sorpresa,
non ha detto neanche: “Miao”.

Resurrezione 
(Giovanni Pascoli)

Che hanno le campane
che squillano vicine,
che ronzano lontane?
È un inno senza fine
or d’oro, ora d’argento
nell’ombre mattutine…

Buona Pasqua
(Alberto Camus)

Non camminare davanti a me
potrei non seguirti;

non camminare dietro di me,
potrei non sapere dove andare.

Cammina a fianco a me
e sii per me un amico!


Vento di Pace
(di Maria Ruggi – Maestra Mary)

Vola nell’azzurra Primavera
una colomba bianca e sincera.
Reca nel becco un verde rametto
piccole foglie d’ulivo benedetto.
Danza nell’aria con le campane
fra trilli, canti e guizzi di fontane.
Annuncia festosa a ogni bambino:
“Porto la pace sul tuo cammino”.
D’incanto il cielo appare più bello
anche il nemico diventa un fratello.
Il vento raccoglie i semi d’amore
poi li sparpaglia in mezzo al prato
ecco che nasce un nuovo fiore
profuma di pace tutto il creato.

Ho sentito il battito del tuo cuore!
(Madre Teresa di Calcutta)

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell’unità di cuore e di mente di un’assemblea
di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile
grandezza della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell’inspiegabile gioia di coloro
la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.

Signore, io credo. Ma aiuta la mia fede.

Claudia V. Lopes

Buona Pasqua a tutti!

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti!

 

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