L’avvento della stampa e la tipografia di Aldo Manuzio

Cari amici e care amiche,

Oggi cominceremo un viaggio speciale nella storia della lingua italiana, siete pronti? Uno degli argomenti del corso di Master in didattica della lingua italiana come lingua seconda/L2 che sto seguendo (e quasi finendo!) è “l’avvento della stampa”, che ebbe luogo nella seconda metà del Quattrocento e incise, profondamente, sulla cultura europea. Il responsabile di questa rivoluzione, come già sapete, fu il tedesco Johann Gutenberg, che stampò nel 1455, a Magonza (la sua città natia), la celebre Bibbia “detta 42 linee”.

Quest’invenzione, come potete immaginare, allargò in modo notevole il pubblico dei lettori, perché non solo aumentò, in misura esponenziale, il numero di libri che circolavano in quel periodo ma, in concomitanza, fece abbassare il prezzo dei volumi.

I primi libri pubblicati in Italia, stampati da tipografi tedeschi, furono il Canzoniere di Petrarca, 1470, il Decameron di Boccaccio, 1471 e la Commedia di Dante, 1472.

L’avvento della stampa incise, in modo rilevante, sul campo linguistico, producendo una regolarizzazione via via crescente delle convenzioni grafiche. Questo “assestamento” giocò un ruolo decisivo nella definizione del modello linguistico, favorendo la diffusione della norma bembiana, di cui parleremo nel prossimo post.

Per quanto riguarda gli aspetti tipografici, fu particolarmente importante la tipografia di Aldo Manuzio (1449 – 1515), che operò a Venezia a partire dal 1494. Manuzio era il tipico uomo del suo tempo: colto e raffinato umanista, profondo conoscitore del latino e del greco, considerato uno dei maggiori editori d’ogni tempo, nonché uno dei primi editori in senso moderno in Europa.

Aldo Manuzio in un affresco di Bernardino Loschi. Castello dei Pio, Carpi (Modena)

Uno dei suoi obbiettivi principali era quello di preservare i testi classici dalla definitiva scomparsa. Dunque, Manuzio dedicò grande cura ai contenuti delle sue edizioni, poiché voleva fornire dei testi autorevoli, depurati dagli errori della tradizione, soprattutto quelli volontari e involontari dei copisti.

Anche l’aspetto materiale del libro era importante per Manuzio. Infatti, le stampe erano confezionate come prodotto di lusso e, ovviamente, destinate a un pubblico ristretto di lettori. Tuttavia, nel 1500 fu proposta anche una collana economica, come quelle che troviamo oggi negli scaffali delle librerie.

Curiosità

Vi faccio una domanda: vi è mai capito di pensare che tutte le convenzioni tipografiche siano sempre esistite dall’inizio dei tempi? Non vi chiedete mai, per esempio, mentre leggete un libro, chi è stato l’inventore del corsivo, della virgola, del punto e virgola, dell’accento? Oppure leggete solo per fruizione, concentrandovi nella trama/argomento della vostra lettura, tralasciando dei dettagli che hanno cambiato la storia del libro e del nostro modo di leggere?

Aldo Manuzio fu l’inventore del corsivo tipografico! Inoltre, stabilì il valore fondamentale dei segni di interpunzione: la virgola per la pausa breve, il punto e virgola per la pausa media, l’apostrofo per segnalare l’elisione e l’accento per indicare le sillabe finali toniche.

Fatemi sapere nei commenti se il post vi è piaciuto. Nel prossimo parleremo di Pietro Bembo e della questione della lingua.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

Bibliografia di base per l’elaborazione dei post (grammatica):

  1. Cetroni M.R. et aliiGrammaticando. Cercola (Napoli), Loffredo Editore, 1997.
  2. SABATINI, Francesco, La comunicazione e gli usi della lingua. Bologna, Loescher editore, 1995.
  3. DARDANO, Maurizio e TRIFONE, Pietro. Parole e Frasi. Bologna, Zanichelli Editore Spa, 1985.
  4. SERIANI, Luca. Grammatica italiana. Torino, Utet Editore, 1991.
  5. Dizionario Garzanti, De Mauro e Lo Zingarelli della lingua italiana online

Bibliografia di base per l’elaborazione dei post (letteratura/cultura):

  1. SALINARE, Carlo. Profilo storico della letteratura italiana, Giunti, 1991.
  2. FERRONI, Giulio. Profilo storico della letteratura italiana, Einaudi Scuola, 2008.
  3. L’Italia è cultura – Letteratura. Edilingua.
  4. Treccani enciclopedia, Sapere.it, Wikipedia
  5. Materiale del Master in Didattica della Lingua Italiana come lingua seconda/L2 (Ecampus)

LO STUDIO DEI VERBI ITALIANI è già arrivato!

Libro di verbi italiani strutturato in modo dinamico che riunisce sia la teoria sia la pratica, nonché le più significative difficoltà che uno studente straniero affronta quando comincia a studiare la lingua italiana. Per esempio, troverete: c’è e ci sono, mi piace e mi piacciono, la coniugazione nei tempi composti e gli ausiliari da usare (essere e avere) in presenza dei verbi servili e così via, la concordanza dei tempi (consecutio temporum) ecc. Il presente libro è utile ad approfondire la lingua italiana per gli studenti che già ne hanno una certa padronanza. Allora, cosa aspettare a ordinarlo?

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Pubblicato da Affresco della Lingua Italiana

Cláudia Valéria Lopes è nata a Rio de Janeiro, Brasile. Nel 2001 si laureò in Lingue straniere (portoghese e italiano) presso l’UFRJ – Universidade Federal do Rio de Janeiro. È traduttrice e insegnante di portoghese e italiano. Ha vissuto in Italia per sette anni, periodo in cui ha potuto approfondire le sue conoscenze della lingua italiana e dare continuità ai suoi studi. Ha lavorato per due anni come lettrice di lingua portoghese (norma brasiliana ed europea) presso l’Università degli Studi di Bari. Dal 2009 vive in Svizzera, dove lavora nel campo dell’e-learning, traduttrice (le sue lingue di lavoro sono: portoghese, italiano, inglese e tedesco) e insegnante di portoghese e italiano. Claudia è fondatrice, amministratrice e redattrice del Blog, della pagina Facebook di Affresco della Lingua Italiana e del canale Youtube. Attualmente segue un Master in Didattica della Lingua Italiana come Lingua Seconda/L2 (E-Campus)

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