Lettera ai lettori – mi presento

lettera al lettore

Cari lettori e lettrici!

Vorrei presentarmi, se mi permettete: mi chiamo Claudia Lopes, sono brasiliana di Rio de Janeiro. Mi sono laureata in lettere/lingue portoghese-italiano nel 2001, presso l’UFRJ (Universidade Federal do Rio de Janeiro). Ho vissuto per sette anni in Italia (ci torno almeno due volte all’anno), dove ho potuto approfondire le mie conoscenze nell’ambito dell’italianistica e continuare i miei studi. L’italiano per me è come se fosse la mia seconda lingua. Ho lavorato anche per due anni come lettrice di lingua portoghese presso l’Università degli Studi di Bari, periodo in cui ho avuto l’occasione non solo di conoscere persone fantastiche e fare delle belle amicizie ma, INNANZITUTTO, di avere un approccio tutto speciale con il portoghese: insegnare la propria lingua materna agli stranieri è una delle più grandi sfide per un insegnante di lingue. Ah! Sono anche una traduttrice tecnica e letteraria, le mie lingue di lavoro sono il portoghese, l’italiano, l’inglese e … fra non molto, spero …, il tedesco!

Dopo tutti i “mi piace” e tutte le iscrizioni che l’Affresco Italiano ha avuto in questi ultimi giorni – sia alla pagina Facebook sia al blog stesso -, mi sono sentita più che stimolata a scrivervi questa lettera. Prima di tutto, vi ringrazio di leggere e condividere i miei post, sappiate che tutto quello che trovate qui è frutto, soprattutto, della mia passione per la lingua e la cultura italiana, che sicuramente è lo stesso sentimento che vi spinge, ogni giorno, a cercare nuovi siti e pagine FB per impararne sempre di più, lo stesso sentimento che vi ha portato fin qui. Comunque, tanti di voi già mi conoscono dal blog Dicas de Italiano, dedicato all’insegnamento della lingua italiana ai brasiliani, per il quale ho scritto fino a pochi mesi fa. Poi ho deciso di creare l’Affresco Italiano, lingua italiana per stranieri, e Claulopes, dove pubblico post e materiali per gli italiani (e non solo) che desiderano imparare la lingua portoghese (pagina FB Lingua Portoghese per italiani). Quindi, se volete essere sempre aggiornati riguardo ai post, iscrivetevi al blog o alla pagina Facebook di Affresco italiano e Lingua Portoghese per italiani.

Ecco, questa sono io! Tutto quello che troverete qui o sull’altro blog è di mia totale responsabilità, cioè: tante cose belle, i miei sbagli (tutti noi sbagliamo), le mie impressioni, ecc.

Un caro saluto e a presto!

Claudia Lopes

 

Lunedì dell’Angelo (Pasquetta)

gita_pasquetta

(Crediti immagine – Green Pick)

Oggi in Italia, ma anche in tanti altri paesi del mondo, si festeggia il Lunedì dell’Angelo, detto anche lunedì di Pasqua, lunedì dell’Ottava di Pasqua (secondo il calendario liturgico) o popolarmente Pasquetta, che è il giorno dopo la Pasqua.

Il Lunedì dell’Angelo è una giornata speciale per gli italiani che (bel tempo permettendo) non rinunciano alle famose scampagnate, allungando così le feste pasquali. Non è considerata dalla Chiesa una festa di precetto, in cui i fedeli sono tenuti a partecipare alla Messa o astenersi dai lavori che li impediscono di rendere culto a Dio, ma un giorno da trascorrere a casa o all’aperto assieme alla famiglia e agli amici.

Quindi oltre ad essere una giornata di riposo, il Lunedì dell’Angelo ha un significato strettamente religioso legato alla storia del Cristianesimo e alla risurrezione di Cristo. Infatti, fin dal dopo guerra è considerato un giorno festivo come lo è il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Ma di quale angelo stiamo parlando? Leggiamo questo brano tratto dal Vangelo di Marco (16, 1-8-a):

angelo

(crediti immagine – Wikipedia)

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.

Chiaramente, la tradizione popolare ha cambiato un po’ i fatti narrati anche negli altri Vangeli, poiché Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salomè andarono al sepolcro dove giaceva il corpo di Gesù e trovarono l’angelo non di lunedì, ma di domenica, cioè il terzo giorno, il giorno della resurrezione.

Paesi nel mondo che festeggiano il Lunedì dell’Angelo.

paesi che festeggiano la pasquetta

(crediti immagine – Wikipedia)

Claudia V. Lopes

Arrivederci e buona Pasquetta!

 

Un po’ di lettura: Il segreto per capelli e pelle al top? L’acqua del riso!

giapponese

(crediti immagine: WEB)

La prossima volta che vi preparate a versare l’acqua di cottura del riso nel lavandino, ripensateci: basta dare un’occhiata ai capelli e alla pelle impeccabile delle donne giapponesi, che da anni la annoverano tra i loro segreti di bellezza, per capire che può fare miracoli, trasformando anche la chioma più ribelle in un disciplinato e lucido manto e contribuendo a dare lucentezza e radiosità all’incarnato.

Colonna portante dell’alimentazione delle popolazioni orientali, il riso ha infatti moltissime proprietà che trascendono la mera questione nutritiva e si estendono anche alla cura di pelle e capelli: gli sciacqui con la sua acqua di cottura, in particolare, sono un segreto di bellezza tramandato da secoli di generazione in generazione, con le donne giapponesi che sfruttano gli aminoacidi e le sostanze che contiene per proteggere i capelli e favorirne la crescita.

L’acqua del riso contiene infatti inositolo, una sostanza che migliora l’elasticità del fusto e contribuisce a chiuderne le squame penetrando in profondità e continuando ad agire anche una volta asciugata la chioma: da qui l’abitudine di utilizzarla dopo lo shampoo come balsamo interamente naturale, che oltre a nutrirla contribuisce a dare volume, lucentezza e morbidezza.

Ma i capelli non sono l’unica parte del corpo a beneficiare di quella che sino a oggi era vista dalla maggior parte delle donne come semplice “materia di scarto”: anche la pelle può trarre diversi benefici dall’acqua di cottura del riso, che svolge un’azione emolliente, idratante e antiossidante, migliora la circolazione sanguigna, calma i rossori e le infiammazioni e lascia l’epidermide liscia e luminosa. E’ sufficiente utilizzarla per risciacquare il viso dopo essersi struccate, o per un booster di idratazione applicarla sul viso e lasciarla in posa qualche minuto per dare alle sostanze nutritive il tempo di essere assorbite.

(Testo tratto dal sito Yahoo.it)

Esercizi di comprensione:

1 – Trovate un sinonimo per l’espressione “dare un’occhiata”.

2 – Quali sono le proprietà del riso sfruttate dalle donne giapponesi?

3 – Che cosa sono gli amminoacidi e a che cosa servono, secondo il testo?

4 – Trovate un sinonimo per il termine “chioma”.

5 – L’acqua di riso va utilizzata prima o dopo lo shampoo?

6 – Qual è il plurale del vocabolo “shampoo”?

7 – Quale azione svolge l’acqua di riso sulla pelle del viso e capelli?

8 – Che cosa significa, nell’ambito della cosmesi, il termine inglese “booster” ?

9 – Spiegate con le vostre parole l’espressione “lasciare in posa”.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

Scena di vita quotidiana – Al bar

toto

(Totò e Pepino al bar)

Ciao ragazzi!

Nel nostro post precedente abbiamo visto che cosa dobbiamo fare se ci troviamo in una stazione ferroviaria e vogliamo comprare un biglietto per andare in un’altra città. Oggi impareremo a chiedere qualcosa da mangiare e da bere al bar, magari per il viaggio stesso. I bar in Italia sono molto frequentati durante tutto il giorno. Al bar possiamo prendere un caffè, un cappuccino, fare colazione, mangiare un panino, prendere un aperitivo, ecc. In realtà il bar per gli italiani è un luogo d’incontro, dove possono leggere tranquillamente il giornale, giocare a carte, trovare gli amici per scambiare quattro parole. Adesso immaginate di trovarvi in un bar, avete tanta fame e voglia di prendere una bevanda fresca, oppure avete soltanto voglia di un bel caffè. Che cosa chiedereste?

Al bar

Barista – Buongiorno, cosa desidera?
Anna – Buongiorno. Per favore, vorrei un cappuccino e un cornetto alla crema.
Barista – Sono 5 euro e 20 centesimi.
Anna – Mi dispiace, ma non ho spiccioli.
Cassiera – Non fa niente. Ecco il resto e lo scontrino.

Cassiere – Buonasera, mi dica.
Anna – Buonasera. Per favore, vorrei un panino con la mozzarella e una spremuta d’arancia.
Cassiere – Da mangiare qui o da portare via?
Anna – Da mangiare qui. Quant’è?
Cassiere – Sono 9 €.

colazione-al-bar

(crediti immagini – WEB)

Barista – Salve, mi dica.
Beatrice– Salve. Per favore, potrei avere un caffè macchiato e un cornetto alla Nutella?
Barista – Mi scusi, ma prima deve fare lo scontrino alla cassa.
Beatrice– Va bene.

Alla cassa
 
Beatrice– Per favore, un caffè macchiato e un cornetto* alla Nutella.
Cassiere – Qualcos’altro?
Beatrice – No, grazie, è tutto.
Cassiere – Sono 2,50 €.

Che cosa possiamo chiedere al bar?

caffè macchiato caldo
caffè macchiato freddo
caffè corretto
caffè corto
caffè lungo
caffè decaffeinato
cappuccino
latte macchiato
succo di frutta
spremuta d’arancia
bevande analcoliche
bevande alcoliche (birra, vino, liquori, cocktail)
acqua naturale, acqua gassata, acqua dal rubinetto
aperitivo

Un cornetto (al sud) /una brioche (al Nord)
ecc.

 

Claudia Valeria Lopes

Arrivederci e buon caffè!  

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Musica italiana – Gino Paoli

gino paoli

Ciao a tutti!

Oggi vi presento Gino Paoli, un cantautore e musicista italiano che ha scritto e interpretato tante belle canzoni diventate famose nei tempi quali: Il cielo è una stanza (interpretata anche da Mina), Che cosa c’è, Senza fine e tante altre ancora. Ho scelto per voi Sapore di sale, le cui parole ho tradotto in portoghese, cioè la mia lingua materna. La qualità del video non è delle migliori, ma almeno è originale e potete vedere Gino Paoli da giovane che interpreta una delle canzoni  più belle e romantiche degli ultimi tempi.

Buon ascolto!

Sapore di sale
Sabor de sal

Sapore di sale, Sabor de sal,
sapore di mare, sabor de mar,
che hai sulla pelle, que você tem na pele
che hai sulle labbra, que você tem nos lábios
quando esci dall’acqua quando sai da água
e ti vieni a sdraiare e vem se deitar
vicino a me, perto de mim,
vicino a me. perto de mim,
Sapore di sale, Sabor de sal,
sapore di mare, sabor de mar,
un gusto un po’ amaro um gosto um pouco amargo
di cose perdute, de coisas perdidas,
di cose lasciate de coisas deixadas,
lontano da noi longe de nós
dove il mondo è diverso, onde o mundo é diferente,
diverso da qui. diferente daqui,
qui il tempo è dei giorni O tempo nos dias
che passano pigri que passam lentos
e lasciano in bocca e deixam na boca
il gusto del sale. o gosto do sal.
Ti butti nell’acqua Você entra na água
e mi lasci a guardarti e me deixa a te olhar
e rimango da solo e fico aqui sozinho
nella sabbia e nel sole. na areia e no sol
Poi torni vicino Depois você volta pertinho
e ti lasci cadere e se deixa cair
così nella sabbia assim na areia
e nelle mie braccia e nos meu braços
e mentre ti bacio, e enquanto eu te beijo,
sapore di sale, sabor de sal,
sapore di mare, sabor de mar,
sapore di te. sabor de ti.

Arrivederci e buon ascolto!

Claudia V. Lopes

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Dacia Maraini – Notte di luna

Ciao, ragazzi!

Vi piace leggere? Quindi leggiamo insieme questo bellissimo testo di Dacia Maraini intitolato “Notte di luna”.

Entra nella terrazza. La luce lunare la colpisce in faccia come una secchiata d’argento, il vento tiepido le scompiglia i capelli.

La campagna intorno è allagata di luce. Capo Zafferano scintilla al di là della piana degli ulivi ricoperta da migliaia di scaglie metalliche. I gelsomini e le zagare mandano in alto i loro profumi come riccioli vaporosi che si sfaldano fra le tegole.

Lontano, all’orizzonte, il mare nero e immobile è attraversato da una larga striscia bianca formicolante. Più vicino all’interno della valle concava, si indovinano le sagome degli ulivi, dei carrubi, dei mandorli e dei limoni addormentati.

Sensazioni

Adesso il sonno è andato via. Impossibile rimettersi a dormire. Sale le scale che portano sui tetti. Le piace sentire il fresco dei gradini sotto le pianelle di rafia. Il lembo della larga vestaglia di raso le struscia sul dorso dei piedi nudi.

0 R UMAX PL-II V1.

Dacia Maraini (Fiesole, 13 novembre 1936) è una scrittrice, poetessa, saggista,drammaturga e sceneggiatrice italiana che fa parte della “generazione degli anni trenta”, insieme ad alcuni dei più conosciuti autori della letteratura italiana. (Wikipedia)

Glossario commentato:

scompigliare (v.) – mettere in disordine, buttare all’aria;

fig. turbare, confondere: scompigliarsi le idee;

– arruffarsi, spettinarsi: questo vento mi ha scompigliato i capelli.

scaglia (s.f) estens. scheggia o frammento irregolare di vari materiali: scaglia metallica.
zagare (sost. f) – i fiori degli agrumi (specialmente arancio e limone)
sfaldarsi (v.pron.) fig. perdere l’unità, la coesione; disgregarsi.
lembo (s.m.) – la parte terminale inferiore di un indumento: il lembo della toga.
strusciare (v.) – trascinare un oggetto o una parte del corpo su una superficie provocando un attrito, strofinare;

– nella forma riflessiva strusciarsi significa: sfregare il proprio corpo contro qualcuno o qualcosa, strofinarsi (+ sucontroa): si strusciava a me.

 

Arrivederci e buona lettura!

Claudia Valeria Lopes

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Polisemia – un vocabolo e tanti significati

Ciao a tutti!

Sapete che cos’è la polisemia? Dal greco polysemos, cioè dai molti significatipolys vuol dire “molteplice” e sema vuol dire “segno”. In semantica indica la proprietà che determinate parole o locuzioni hanno di esprime più significati, oltre a quello originale, mantenendo comunque un legame semantico tra di loro. Quindi cercate di fare l’esercizio proposto e cominciate ad arricchire il vostro vocabolario!

Inserite le seguenti parole polisemiche nella coppia appropriata di frasi:

Le risposte sono in fondo al post. 

Clicca qui per scaricare l’esercizio!

divisione   eroina    etichetta   guida   papera   campagna penne   saggio tempo   voce testata
  • Scusami, ma non ho ……………….. da perdere con queste chiacchiere.
  • Ieri il ……………………………………………………… era veramente bello.
  • Mio marito per mestiere fa la ……………… turistica a Roma.
  • Ho avuto le informazioni su Roma sulla …………. della città.
  • L’……………………………… della bottiglia si è staccata.
  • Per andare a una cerimonia del genere devi rispettare l’……………………
  • L’………………………………. è una droga micidiale.
  • L’…………………… del romanzo era una donna dolcissima e bella.
  • Mi puoi prestare la tua calcolatrice, devo fare una …………………. a tre cifre.
  • Lui gioca in una squadra di prima ……………………………………………………….
  • Carlo, puoi parlare a bassa ………………….? Ho un terribile mal di testa.
  • L’istruzione pubblica è una …………….. che viene spesso trascurata dallo Stato.
  • Il giornalista ha preso una ……………………………………….
  • Io non ho mai mangiato le uova di ……………………………
  • Ho letto un …………………………. interessante sulla letteratura italiana.
  • Oggi sera ci sarà il …………………… di piano dei ragazzi di prima classe.
  • Mi piace le ……………….. al pomodoro.
  • Dove sono le mie ………………. colorate?
  • Nell’incidente, Flavio ha dato una brutta ………………………… al parabrezza.
  • Recentemente Il Corriere della Sera ha cambiato la grafica della …………….
  • Mi piace vivere in …………………………………, la vita è molto più tranquilla.
  • Dobbiamo fare una nuova ………………. pubblicitaria per il nostri prodotti.

tempo – tempo – guida – guida – etichetta – etichetta – eroina – eroina – divisione – divisione – voce – voce – papera – papera – saggio – saggio – penne – penne – testata – testata – campagna – campagna 

Esercizi ispirati al libro Parole: dieci percorsi nel lessico italiano, Bonacci Editore. 

Arrivederci e buono studio! 

Claudia V. Lopes

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Scena di vita quotidiana – alla stazione

treno

Ciao a tutti!

Immaginate di essere in Italia, in una stazione. Dovete prendere il treno per andare in un’altra città, perciò è necessario chiedere informazioni e comprare il biglietto. Riuscite a creare un piccolo dialogo con queste indicazioni? Eccone un esempio!

 

Alla stazione

Anna – Buongiorno.
Bigliettaio – Buongiorno, mi dica.
Anna – Vorrei prenotare un biglietto per Ventimiglia.
Bigliettaio – Quando vuole partire?
Anna – Vorrei partire domani mattina alle 6.
Bigliettaio – Biglietto di andata e ritorno?
Anna – Sì.
Bigliettaio – Vuole viaggiare in prima o in seconda classe?
Anna – In seconda.
Bigliettaio – Sono 76 €. Ha preferenze per il posto a sedere?
Anna – Sì, mi piacerebbe vicino al finestrino.
Bigliettaio – Ecco, questi sono i biglietti. Come può vedere sono indicati la data, l’orario di partenza, il numero del treno, della carrozza e del posto a sedere.
Anna – Grazie mille. Da quale binario parte il treno?
Bigliettaio – Dal primo binario, ma guardi nel tabellone delle partenze per esserne sicura. Ah, non si dimentichi di obliterare il biglietto prima di salire sul treno.
Anna – Non mi dimenticherò!
Bigliettaio – Buon viaggio!
Anna – Grazie!

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(Ventimiglia – Liguria)

Ora provate a rispondere alle seguenti domande:

1 – Dove deve andare Anna?

2 – A che ora vuole partire?

3 – Lei ha bisogno di un biglietto di solo andata?

4 – Dove le piacerebbe sedersi sul treno?

5 – Quali informazioni vengono indicate nel biglietto?

6 – Da quale binario parte il treno per Ventimiglia?

7 – Di che cosa non si deve dimenticare Anna prima di salire sul treno?

Arrivederci e buon viaggio!

Claudia V. Lopes

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Musica italiana – Riccardo Cocciante

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Ciao a tutti! Oggi vi presento una bellissima canzone chiamata “Se stiamo insieme”, scritta da Riccardo Cocciante (Saigon, 20 febbraio 1946) e Mogol, cantata dallo stesso Cocciante, vincitore del Festival di Sanremo 1991. Come sempre ho cercato di fare la traduzione/versione in portoghese, la mia lingua materna.

Se stiamo insieme (se estamos juntos)

Ma quante storie ho già vissuto nella vita Mas quantas histórias eu já vivi na vida
e quante programmate chi lo sa e quantas programadas, quem sabe
sognando ad occhi aperti sonhando de olhos abertos
storie di fiumi di grandi praterie senza confini histórias de rios, de grandes pradarias sem fronteiras
storie di deserti histórias de desertos
E quante volte ho visto dalla prua di una barca E quantas vezes eu vi da proa de uma barca
tra spruzzi e vento, l’immensità del mare entre respingos e vento, a imensidão do mar
spandersi dentro e come una carezza calda expandir-se dentro e como uma carícia morna
illuminarmi il cuore iluminar-me o coração
E poi la neve bianca gli alberi gli abeti E depois a neve branca, as árvores, os abetos
l’abbraccio del silenzio o abraço do silêncio
calmarmi in tutti i sensi acalmar-me em todos os sentidos
sentirsi solo e vivo tra le montagne grandi sentir-se só e vivo entre as grandes montanhas
e i grandi spazi immensi e os grandes espaços imensos
E poi tornare qui, riprendere la vita E depois voltar aqui, retomar a vida
dei giorni uguali ai giorni dos dias iguais aos dias
discutere con te discutir com você
tagliarmi con il ghiaccio dei quotidiani inverni cortar-me com o gelo dos invernos quotidianos
No non lo posso accettare Não, eu não posso aceitar
Non è la vita che avrei voluto mai desiderato vivere Nunca foi a vida que eu desejei viver
Non è quel sogno che sognavamo insieme a piangere Não é aquele sonho que sonhávamos juntos chorando
Eppure io non credo questa sia l’unica via per noi E, apesar de tudo, eu não acredito que esta seja a única estrada para nós
Se stiamo insieme ci sarà un perché Se estamos juntos, deve haver uma razão
e vorrei riscoprirlo stasera e eu queria descobrir esta noite
se stiamo insieme qualche cosa c’è se estamos juntos, há alguma coisa
che ci unisce ancora stasera que nos une ainda esta noite
Mi manchi sai, mi manchi sai Sinto sua falta, sinto sua falta
E poi tornare qui riprendere la vita E depois voltar aqui, retomar a vida
che sembra senza vita que parece sem vida
discutere con te e consumar così discutir com você e consumir assim
i pochi istanti eterni os poucos instantes eternos
No non lo posso accettare Não, eu não posso aceitar
che vita è restare qui a logorarmi in discussioni sterili que vida é ficar aqui a me desgastar com discussões estéreis
giocar con te a farsi del male il giorno brincar com você e machucar-se de dia
di notte poi rinchiudersi depois de noite se fechar
Eppure io non credo questa sia l’unica via per noi E, apesar de tudo, eu não acredito que esta seja a única estrada para nós
Se stiamo insieme ci sarà un perché Se estamos juntos, deve haver uma razão
e vorrei riscoprirlo stasera e eu queria descobrir esta noite
Se stiamo insieme qualche cosa c’è Se estamos juntos, há alguma coisa
che ci unisce ancora stasera que nos une ainda esta noite
Mi manchi sai, mi manchi sai Sinto sua falta, sinto sua falta

Arrivederci e buon ascolto!

Che cosa hai capito? Non ho capito un cavolo!

cavolo

(immagine – Claudia Lopes)

Ciao a tutti!

Il post di oggi tratta di alcuni elementi ed espressioni che servono a intensificare il nostro grado d’intendimento rispetto a quello che ci è stato detto o riferito. Naturalmente tutti gli studenti di lingua italiana sanno il significato del verbo capire e la sua rispettiva traduzione nelle loro lingue materne (nel mio caso, il portoghese). Tuttavia spesso vogliamo dare enfasi o intensità nel dire che non abbiamo capito una determinata cosa (in portoghese: não entendi … nada/patavina!). Allora come lo direste in italiano?  Ho scelto per voi alcune espressioni molto usate in Italia (che ho tradotto in portoghese), cosicché possiate, d’ora in poi, arricchire il vostro vocabolario e dare più colori ai vostri sentimenti. Se ne conoscete altre, lasciatele nei commenti!

Possiamo anche dire:

Non ho capito una parola di quello che hai detto. Não entendi uma palavra do que você disse/não entendi patavinas!
Non ho capito molto bene. Não entendi muito bem.
Non ho capito un cavolo. Não entendi droga (merda, porra)nenhuma.
Non ho capito un cappero.

Naturalmente ogni singolo vocabolo ha un significato diverso al di fuori di questo contesto:

mazza – (s.f.) grosso bastone, randello (pt. cabo, bastão); (gerg.) pene, anche nel senso figurato per indicare nulla, niente in espressioni del tipo: non capisco una mazza.

acca – (s.f.) nome della lettera alfabetica h (pt. agá); (fig.) niente, poiché la lettera h non rappresenta alcun suono;

cacchio – (s.m) germoglio infruttifero di un albero coltivato, specialmente della vite, che viene solitamente eliminato per favorire la fruttificazione; (fam.) termine usato per non dire cazzo;

accidente – (s.m.) ciò che accade, combinazione, caso (pt. acidente); (fam.) adoperata in varie locuzioni sviluppa valori espressivi, rafforzativi o spregiativi: corre come un accidente; non capire un accidente;

cavolo – (s.m) ortaggio tondeggiante con foglie grandi, coltivato per uso alimentare (pt. couve-flor, brólocis, etc.); (fam.) utilizzato per dire cazzo: non capisco dove cavolo ho messo quel libro; anche in senso rafforzativo spregiativo in espressioni negative: non mi interessa un cavolo di quello che hai appena detto;

cappero – (s.m) bocciolo che si conserva in salamoia, sotto sale ecc. e si usa per condimento (pt. alcaparras); la pianta che produce questo fiore, sempreverde con foglie tonde e carnose.

Tuttavia esistono altri modi di esprimere lo stesso sentimento con forme … diciamo … più volgari, ma che sono ampiamente usate dagli italiani a prescindere dal loro livello sociale. Il vocabolo più usato è …cazzo…, la cui denotazione primaria è membro virilepene, ma che nella bocca della gente prende le più diverse sfumature. Nella lingua portoghese può essere tradotto come merdaporracaralho, bosta, ecc. e il meno volgare droga. In senso figurato cazzo comparisce frequentemente:

tanti-tipi-di-cavolo

– in molte locuzioni con il significato di cosa di nessuna importanza o di niente:

Non ha voluto capire un cazzo! Não quis entender merda/porra/droga nenhuma!
Non voglio sapere un cazzo di te! Não quero saber merda/porra/droga nenhuma de você/de ti!
Non m’importa un cazzo delle sue chiacchiere! Não quero saber merda/porra/droga nenhuma das fofocas dela!
Io per lui non conto un cazzo! Não valho merda/porra/droga nenhuma para ele!
Oggi non ho combinato un cazzo! Hoje não fiz merda/porra/droga nenhuma!

– per rafforzare le domande:

Ma che cazzo dici? Mas que merda/porra/droga você está dizendo/tu estás a dizer?
Ragazzi, che cazzo fate? Meninos, que merda/porra/droga vocês estão fazendo/estão a fazer?
Dove cazzo vai? Aonde você vai/tu vais?????

– in espressioni ironicamente affermative, sostituisce o rafforza la negazione:

Col cazzo che ci torno! Não volto lá merda/porra/droga nenhuma!
Manco per il cazzo salgo sulla montagna russa! Nem que me paguem subo na montanha russa!

– per sottolineare che si tratta di cosa o affermazione scontata o banale:

Grazie al cazzo ce l’ho fatta!  Graças ao caralho consegui!
Testa di cazzo. (persona sciocca, stupida) Cabeça de merda/de parafuso.

– per esprimere in modo rafforzativo una certa mancanza di valore, interesse, in espressioni del tipo:

Un libro/filme/spettacolo del cazzo. Um livro/filme/espetáculo de merda.
Il politico ha fatto un discorso del cazzo. O político fez um discurso de merda.
Perché hai fatto tutto a cazzo? Por que você fez/tu fizeste tudo de qualquer jeito?

– in espressioni di meraviglia, impazienza, rabbia, ira, disappunto. Per eufemismo sostituisce spesso cavolo, caspita, capperi e sim:

Cavolo! Merda, porra, caralho, bosta, caraca!
Caspita!
Capperi!

Claudia V. Lopes

Arrivederci e buono studio!

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