25 aprile: l’Italia è libera!

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Care lettrici e cari lettori,

Bentornati su Affresco Italiano!

La data di oggi, il 25 aprile, è estremamente importante per la storia italiana, segna, infatti, la fine della dittatura fascista di Mussolini e l’inizio di una nuova era per l’Italia, l’era della Democrazia. Per aiutarvi a capire meglio, in coda all’articolo troverete un lemmario esplicativo delle parole utilizzate, parole che nel testo saranno sottolineate.

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(crediti immagini – Wikipedia)

Il 25 aprile del 1945 l’Italia gridò a gran voce la sua voglia di liberarsi dal regime che la opprimeva ormai da un ventennio e da quel momento in poi i partigiani italiani non dovettero più nascondersi o essere considerati criminali o fuorilegge; raggiunsero il loro obiettivo: la liberazione dell’Italia intera.

Ma chi erano i partigiani?

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Costituivano un corpo armato paramilitare di difesa, formato principalmente da giovani, anche inesperti, spinti a combattere da ideali di uguaglianza e di pace. Gente comune, figli delle donne e degli uomini vessati dalla dittatura.

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La resistenza partigiana si serviva moltissimo anche della musica, per educare e incoraggiare i propri membri e una delle canzoni che col tempo ha avuto più seguito è sicuramente “Bella Ciao”, che potrete subito ascoltare…

Ed ecco il testo

Una mattina mi sono svegliato,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

Una mattina mi sono svegliato,

e ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

O partigiano, portami via,

ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E se io muoio da partigiano,

tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E seppellire lassù in montagna,

sotto l’ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

Tutte le genti che passeranno,

Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

«È questo il fiore del partigiano, morto per la libertà!»

sacrificio dei partigiani

La lingua in cui questa canzone comunica non è più la lingua che utilizziamo in Italia tutti i giorni. Chiaramente è avvenuta un’evoluzione diacronica (cioè attraverso il tempo): una lingua viva non può essere fissa e immutabile, segue gli usi della gente che se ne serve per comunicare, segue tendenze che non possono essere determinate “a priori” o in maniera esatta.

Ma entriamo nel cuore pulsante del testo.

Si tratta di un componimento poetico in rima (circostanza che favoriva molto la memorizzazione!) in un linguaggio più arcaico e sicuramente lirico rispetto a quello che siamo abituati ad usare oggi.

Di seguito, nel dettaglio, potrete leggere la spiegazione delle parole o le espressioni che potrebbero risultare più ostiche e difficili da comprendere:

  • «Bella ciao» indica il saluto che i partigiani indirizzavano alle proprie amate prima di partire assieme agli altri combattenti della resistenza;
  • «invasor» sta per invasore. Molto spesso in poesia si utilizza l’elisione (caduta della vocale finale) fenomeno che risponde a ragioni di metrica e musicalità;
  • «ché» è un’aferesi di perché. Cos’è un’aferesi? Si tratta della caduta di una vocale o di una sillaba iniziale di una parola;
  • «morir» sta per morire. Anche qui è presente un’elisione, come nel caso precedente;
  • «seppellir» sta per seppellire;
  • «fior» sta per fiore.

È grazie a chi ha dato la propria vita in nome della libertà che oggi in Italia possiamo vivere in una Democrazia fondata sulla nostra splendida Costituzione!

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Buona festa della Liberazione a tutti!

Lemmario relativo al testo

Regime – sostantivo maschile, sistema di governo di stampo autoritario e repressivo, indipendentemente dalla sua forma di legislazione;

opprimere – verbo, tenere qualcuno in stato di schiavitù, sopraffare, vessare;

paramilitare –  aggettivo maschile e femminile, organizzato secondo la struttura gerarchica o la disciplina militare, pur essendo estraneo a un esercito regolare;

vessare –  verbo, sottoporre a continui maltrattamenti o imposizioni, tormentare in senso morale o materiale;

diacronico – aggettivo maschile, che si basa sulla diacronia;

diacronia – sostantivo femminile, lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo una prospettiva evolutiva | lo sviluppo dei fatti linguistici nel tempo;

immutabile –  aggettivo maschile e femminile, che non muta, che non può mutare, invariabile, fisso, inalterabile;

a priori – locuzione latina “ā priōri”, letteralmente significa “da ciò che è prima”, si riferisce a qualcosa che viene fatta o pensata senza considerare e controllare gli eventi avvenuti in precedenza;

locuzione –  sostantivo femminile, frase espressione, modo di dire, frase idiomatica;

rima – sostantivo femminile, in metrica omofonia completa tra le ultime parole di due o più versi a partire dalla tonica;

metrica – sostantivo femminile, insieme delle leggi che regolano la composizione dei versi e delle strofe poetiche;

omofonia – sostantivo femminile, identità di suono tra due o più unità linguistiche o segni grafici diversi (come ad esempio “lago” e “l’ago”;

tonica –  aggettivo/sostantivo femminile, di vocale o sillaba su cui cade l’accento principale;

arcaico – aggettivo maschile, antico, antiquato;

lirico –  aggettivo maschile, riferito alla poesia incentrata sulla soggettività;

soggettività – sostantivo femminile invariabile, con carattere o valore di soggetto, fondato sulla realtà individuale;

ostico –  aggettivo maschile, gravoso, sgradito, difficile a farsi.

(Fonte: dizionario della lingua italiana De Mauro)

Trovate utile l’utilizzo del lemmario a termine dei post più discorsivi come questo?

Fateci sapere nei commenti!

I vostri suggerimenti sono sempre preziosissimi e grande fonte di ispirazione per noi!

Vi saluto con affetto e alla prossima!

Emma De Luca