La costruzione “stare per + infinito”

Ciao a tutti!

Nel nostro nuovo post parleremo della costruzione “stare per + infinito“, usata per indicare un’azione (o avvenimento) che succederà in un futuro prossimo. Se la stessa costruzione viene usata al passato, indica un momento futuro rispetto a un’altra azione.

Nella costruzione stare per + infinito vengono usate solo le forme semplici di stare, di solito al presente, imperfetto o futuro.

STARE (verbo irregolare)

                                     presente                   imperfetto                       futuro
io sto stavo starò
tu stai stavi starai
lui/lei sta stava starà
noi stiamo stavamo staremo
voi state stavate starete
loro stanno stavano staranno

Fate attenzione agli esempi!

Carlo e Anna stanno per sposarsi.

Anna stava per uscire quando la sua amica Francesca l’ha chiamata.

Fiorella sta per prendere il treno.

Sono le 13, l’areo di Cinzia starà per atterrare.

Adesso tocca a voi?

a) Cosa state/stavate per fare?

– guardare la TV.
– mettere a posto la casa.
– uscire con gli amici.
– chiudere la finestra.
– partire.
– dormire.

b) Cosa stavi/stavate per fare quando …?

– ha telefonato Carla.
– è andata via la luce.
– ha iniziato a piovere.
– ti hanno telefonato.
– hanno aperto la porta.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Sull’uso del congiuntivo – prima parte

Ciao a tutti!

Una delle vostre richieste più frequenti riguarda l’uso del congiuntivo, ormai “condannato a morte” nelle frasi dette dipendenti (subordinate) da tanti grammatici rinomati.

La verità è che l’argomento è assai polemico. Da quando ho cominciato a studiare la lingua italiana, confesso di aver sentito di tutto e di più: “il congiuntivo non serve a nulla”, “anche gli italiani lo sbagliano”, “il congiuntivo è ormai morto e sepolto”… la lista sarebbe piuttosto lunga. Sarà veramente così? Certo, non sempre è facile impararlo (e non mi riferisco soltanto agli stranieri). Prima di tutto, a mio vedere, sarebbe necessario conoscere per BENE le desinenze che lo compongono.

Il congiuntivo ha quattro tempi che servono a dare al verbo l’aspetto di una possibilità (anche irreale), una volontà, un desiderio, un timore, un’incertezza, un dubbio. I quattro tempi del congiuntivo sono:

a) presente e imperfetto (tempi semplici)
b) passato e trapassato (tempi composti coniugati con gli ausiliari ESSERE e AVERE)

Prima di studiare più a fondo il congiuntivo dobbiamo sapere come lo si coniuga, secondo il paradigma delle tre coniugazioni in –ARE, –ERE IRE:

Per quanto riguarda la coniugazione degli altri verbi, consultate un buon libro di verbi, un dizionario oppure fatevi aiutare da qualche coniugatore di verbi online.

1) Congiuntivo presente – forma verbale usata nelle frasi subordinate per indicare eventi e fatti visti come non reali o non obiettivi: spero che siate sinceri; pensi che io sia matta?; spero che loro arrivino al più presto; vuoi che io senta tutto quello che Paola ha da dire?

Coniugazione:

ARRIVARE PRENDERE SENTIRE
che io arrivi

che tu arrivi

che lui/lei arrivi

che noi arriviamo

che voi arriviate

 che loro arrivino

che io prenda

che tu prenda

che lui/lei prenda

che noi prendiamo

che voi prendiate

che loro prendano

che io senta

che tu senta

che lui/lei senta

che noi sentiamo

che voi sentiate

che loro sentano

ATTENZIONE.: Finire - che io finisca, che tu finisca, che lui/lei finisca, che noi finiamo, che voi finiate, che loro finiscano.

2) Congiuntivo imperfetto – forma verbale usata in genere nelle frasi subordinate, quando la principale, al passato, esprime insicurezza: speravo che lui dicesse tutta la verità. Il congiuntivo imperfetto può anche venire al primo piano nella formazione del periodo ipotetico: se mi dicessi ciò che è successo, mi faresti un grande piacere. 

Coniugazione:

ARRIVARE PRENDERE SENTIRE
che io arrivassi

che tu arrivassi

che lui/lei arrivasse

che noi arrivassimo

che voi arrivaste

che loro arrivassero

che io prendessi

che tu prendessi

che lui/lei prendesse

che noi prendessimo

che voi prendeste

che loro prendessero

che sentissi

che tu sentissi

che lui/lei sentisse

che noi sentissimo

che voi sentiste

che loro sentissero

3) Congiuntivo passato (composto) – forma verbale generalmente usata nelle frasi subordinate per indicare fatti e eventi passati o conclusi, visti come non reali o non obiettivi: loro pensano che io abbia capito tutto; lui pensa che Carlo abbia fatto un bel pasticcio; i ragazzi ancora credono che sia stato Babbo Natale a portargli i regali.

Coniugazione:

ARRIVARE PRENDERE SENTIRE
che io sia arrivato/a

che tu sia arrivato/a

che lui/lei sia arrivato/a

che noi siamo arrivati/e

voi voi siate arrivati/e

che loro siano arrivati/e

che io abbia preso

che tu abbia preso

 che lui/lei abbia preso

 che noi abbiamo preso

che voi abbiate preso

che loro abbiano preso

che io abbia sentito

che tu abbia sentito

 che lui/lei abbia sentito

che noi abbiamo sentito

che voi abbiate sentito

che loro abbiano sentito.

4) Congiuntivo trapassato (composto) – forma verbale generalmente usata per descrivere un fatto visto come non reale o non obiettivo, che si distingue per l’anteriorità temporale rispetto ad un momento passato: Carlo pensava che io fosse andata all’università; mia madre pensava che i ragazzi avessero rotto i vetri della finestra.

ARRIVARE PRENDERE SENTIRE
che io fossi arrivato/a

che tu fossi arrivato/a

che lui/lei fosse arrivato/a

che noi fossimo arrivati/e

che voi foste arrivati/e

che loro fossero arrivati/e

che io avessi preso

che tu avessi preso

che lui/lei avesse preso

che noi avessimo preso

che voi aveste preso

che loro avessero preso

che io avessi sentito

che tu avessi sentito

che lui avesse sentito

che noi avessimo sentito

che voi aveste sentito

che loro avessero sentito

Per oggi può bastare, credo di avervi dato molte informazioni nuove! Nei prossimi post studieremo la concordanza dei tempi del congiuntivo, cioè l’insieme di regole che stabiliscono l’uso dei tempi e dei modi delle frasi principali e delle frasi subordinate.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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