Che plurali strani!

Ciao a tutti!

Nel nostro nuovo post tratteremo un argomento che provoca non pochi problemi agli studenti stranieri e non solo: i nomi sovrabbondanti, cioè i nomi che presentano doppia forma di plurale. Parecchi nomi maschili che finiscono in –o, oltre al plurale normale in –i, ne hanno un altro con la desinenza in –a, ecco perché vengono chiamati sovrabbondanti. Spesso, ma non sempre, le due forme plurali corrispondo per lo più a significati diversi (normalmente, il plurale maschile ha senso figurato e il plurale femminile senso proprio).

Ecco la lista delle parole più conosciute:

a) braccio
i bracci (di una poltrona, di un carcere)
le braccia (del corpo umano)

b) budello
i budelli (tubi, vie lunghe e strette)
le budella (intestini)

c) calcagno
i calcagni (dei piedi, delle calze, delle scarpe)
le calcagna (in locuzioni del tipo: avere qualcuno alle calcagna)

d) cervello
i cervelli (gli ingegni, le menti)
le cervella (materia bianca)

e) ciglio
i cigli (di una strada, di un fosso)
le ciglia (degli occhi)

f) corno
i corni (strumenti musicali)
le corna (degli animali)

g) dito
i diti (considerati distintamente l’uno dall’altro)
le dita (considerate del loro insieme)

h) filamento
i filamenti
le filamenta
(senza distinzione di significato)

i) filo
i fili (dell’erba, della luce)
le fila (dell’ordito/catena, di una congiura)

h) fuso
i fusi (rocchetti per filare; in senso geografico: i fusi orari)
le fusa (in frasi come: ill gatto, le fusa)

i) gesto
i gesti (movimenti)
le gesta (imprese, azioni eroiche: le gesta di re Artù)

l) ginocchio
i ginocchi
le ginocchia
(senza differenza di significato)

m) grido
i gridi (degli animali)
le grida (dell’uomo)

n) labbro
i labbri (di una ferita, di un vaso)
le labbra (della bocca)

o) lenzuolo
i lenzuoli (presi uno per uno)
le lenzuola (considerata a paia)

p) membro
i membri (della famiglia, della giuria ecc.)
le membra (del corpo umano, nel loro complesso)

q) muro
i muri (di una casa)
le mura (di una città, di una fortezza)

r) osso
gli ossi (per lo più di animali macellati)
le ossa (l’insieme dell’ossatura)

s) strido (suono, rumore, grido acuto e fastidioso)
gli stridi
le strida
(senza differenza di significato)

t) urlo
gli urli (soprattutto di animali)
le urla (dell’uomo)

Chiarimento: 

Questi plurali in -a sono, come avreste sicuramente intuito, un'eredità della lingua latina. Il plurale del nome maschile uovo, per esempio, è uova, cioè femminile. In realtà, nel latino, i nomi neutri, che al singolari terminavano in -um (ovum), si declinavano in -a (ova). Il vocabolo curriculum è latino e, così come ovum, faceva parte del genere neutro, quindi il suo plurale è curricula (non è obbligatorio usarlo nell'italiano odierno). Come succede con la maggior parte delle parole straniere, soprattutto quelle che finiscono in consonante, il plurale è invariabile, cioè non cambia la sua forma (il bar - i bar, il bus - i bus).

Nella lingua antica, e in alcuni dialetti italiani, il plurale maschile di uovo è ovi e il femminile ove.

Buono studio e a presto!

Claudia Lopes

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti!

Bibliografia:

  1. Cetroni M.R. et aliiGrammaticando. Cercola (Napoli), Loffredo Editore, 1997.
  2. SABATINI, Francesco, La comunicazione e gli usi della lingua. Bologna, Loescher editore, 1995.
  3. DARDANO, Maurizio e TRIFONE, Pietro. Parole e Frasi. Bologna, Zanichelli Editore Spa, 1985.
  4. DUCI, Gianfranca e DI ROSA, Silvana – Grammatica pratica e scrittura. Petrini Editore, Borgaro (BO), 2009.
  5. SERIANI, Luca. Grammatica italiana. Torino, Utet Editore, 1991.
  6. Dizionario Garzanti, De Mauro e Lo Zingarelli della lingua italiana.