Proverbi e detti popolari italiani

Ciao a tutti!

Ecco l’ultima novità di Affresco della Lingua Italiana: una sezione dedicata ai proverbi e ai detti popolari italiani (a breve ci sarà anche una sui modi di dire). Alla fine di ogni sezione, troverete un formulario in cui vi chiedo di suggerire altri proverbi o detti che conoscete e non si trovano nella nostra lista.

Allora, cliccate sull’immagine sottostante per scoprirne di più!

Buona lettura!
Claudia 🧡

Preposizione DA: moto a luogo e stato in luogo

Ciao a tutti!

Di tutte le preposizioni della lingua italiana credo che la preposizione DA sia quella che suscita più problemi agli studenti stranieri. Due giorni fa ho proposto un sondaggio su Facebook e Instagram in cui chiedevo quale preposizione dobbiamo usare nella struttura vado ___ dentista, DAL o AL? Diciamo che la maggioranza di voi ha dato la risposta corretta, cioè, DAL. Ma perché dal e non al? In realtà, l’argomento è un po’ più complesso di quanto non sembra.

Woman sits in a dental chair. doctors bowed over her. Premium Photo
Sono andata dal dentista.

La preposizione DA introduce sia i complementi di moto a luogo sia i complementi di stato in luogo, quando è seguita da nomi propri o comuni, soprattutto professioni, e pronomi personali:

Es.:

A) Vado dal dentista; andiamo da Anna stasera; veniamo da te domani pomeriggio.

B) Sono a cena dai miei amici; sabato sera ci sarà una festa da Carla; ti aspetto dall’avvocato.

Golden justice scale in front of lawyer reading book on table Free Photo
Ti aspetto dall’avvocato.

Avete notato che in tutti gli esempi il nome o il pronome retti dalla preposizione DA rappresentano, in qualche modo, una persona (te, Anna, meccanico, amici, Carla, avvocato)? In realtà, nell’usare la preposizione DA ci riferiamo all’ambiente dove una persona vive o lavora; in questo caso, la preposizione ha il significato di “presso”. Se, al contrario, vogliamo fare riferimento alla persona e non necessariamente al luogo in cui la stessa abita o lavora, dovremo adoperare la preposizione A:

A) Ho portato i referti clinici dal dottore (nello studio del dottore);

B) Ho portato i referti clinici al dottore (al dottore di persona, li ho consegnati nelle sue mani).

Fatemi sapere in un commento se il post vi è stato utile.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Alcune poesie per il mese di luglio

Ciao a tutti!

Non sembra vero, ma ormai siamo a luglio, perciò vorrei proporvi alcune poesie. Voi sapete perché si chiama luglio? Questo mese deve il suo nome a Giulio Cesare (Gaius Iulios Caesar), nato il 12 di luglio. Cesare fu un generale romano, statista e storico, conquistò la Gallia – oggi parte dell’Italia – Francia, Belgio e Paesi Bassi.

Ecco le poesie che ho scelto per voi!

GIUSEPPE UNGARETTI

DI LUGLIO

Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.
Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

(da “Sentimento del tempo”, 1943)

Astratto, Arte, Opere D'Arte, Sfondo, Bella, Bellezza

BRUNO TAGNOLINI

LUGLIO

Tutti a luglio fanno uffa
Sbuffa e bevi, sbuffa e sudi
Dentro il mare ci si tuffa
Tutti neri, tutti nudi!

Che bellezza andare al mare
Cavalloni da saltare
Giochi, amici, corse al molo
E merende col ghiacciolo
Tutti neri, tutti nudi!

Astratto, Arte, Opere D'Arte, Sfondo, Bella, Bellezza

Roberto Piumini

LUGLIO

Luglio è una banda di grilli
di rane, cicale ed uccelli,
farfalle come vessilli
e fiori sopra i mantelli.

La banda naviga il mare
sopra una nave di zucca,
e poi comincia a volare
appesa a una coda di mucca.

Astratto, Arte, Opere D'Arte, Sfondo, Bella, Bellezza

DIEGO VALERI

I MESI DELL’ESTATE

Giugno, luglio, agosto.
Sono nudi come l’aria
ma ciascuno porta un suo fregio,
l’uno un ramo di ciliegio
che di frutti ondeggia e svaria;
il secondo ghirlandette
di papaveri fiammanti,
spighe il terzo barbaglianti,
in manipolo costrette.
Bravi e validi figlioli,
rosolati al solleone;
saltan come in un trescone
di gagliardi compagno
ni.

Arrivederci e buona lettura!

Claudia V.Lopes

Fiori, Fiore, Estate Fiori, Fiori Viola, Porpora

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Alcune espressioni di tempo in italiano

Ciao a tutti!

Nel nostro nuovo post impareremo a usare alcune espressioni di tempo in italiano. Quindi, fate attenzione agli esempi!

L’altro giorno – si usa per indicare un giorno trascorso da poco, ma che rimane indefinito; si deve usare un tempo passato:

Es.: L’altro giorno ho portato i bambini al cinema; l’altro giorno ho trovato i miei cugini in centro; proprio l’altro giorno dicevo a Carlo che ho trovato un bel lavoro.

Kids in 3d glasses smiling, watching movie in cinema. Free Photo
L’altro giorno ho portato i bambini al cinema.

La settimana scorsa – si usa per indicare la settimana appena conclusa, rispetto a quella che è appena iniziata; si deve usare un tempo passato:

Es.: La settimana scorsa ho comprato un bel libro; la settimana scorsa, mentre andavo all’università, ha cominciato a piovere.

La settimana prossima – si usa per indicare la settimana seguente a quella ormai in corso; si deve usare un tempo presente o futuro:

Es.: La settimana prossima i bambini vanno al campo estivo; la settimana prossima andremo a Rio de Janeiro.

Il mese scorso – si usa per indicare il mese appena finito rispetto a quello in corso; se adesso siamo ad aprile, significa che stiamo parlando di marzo; si deve usare un tempo passato:

Es.: Il mese scorso io e Carlo ci siamo lasciati; il mese scorso ho avuto tante traduzioni da fare.

Il mese prossimo – si usa per indicare il mese seguente rispetto a quello in corso; se adesso siamo a marzo, significa che ci stiamo riferendo ad aprile; si deve usare un tempo presente o futuro:

Es.: Il mese prossimo andiamo a Parigi; il mese prossimo Carlo visiterà i suoi parenti a Roma.

View of paris, france Premium Photo
Il mese prossimo andiamo a Parigi.

L’ anno scorso – si usa per indicare l’anno precedente a quello in corso; si deve usare un tempo passato:

Es.: L’anno scorso abbiamo fatto una crociera; l’anno scorso Maria è andata a Firenze.

L’ anno prossimo – si usa per indicare l’anno seguente a quello in corso; si deve usare un tempo presente o futuro.

Es.: L’anno prossimo compreremo una nuova macchina; l’anno prossimo mi iscriverò al master.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Clarice Lispector – Traduzione

Se io fossi meClarice Lispector

(traduzione del testo Se eu fosse eu – traduttrice Claudia V. Lopes)

Quando non so dove ho messo un documento importante e la ricerca si rivela inutile, mi chiedo: se io fossi me e avessi un documento importante da conservare, quale posto sceglierei? A volte funziona. Ma sono spesso così pressata dalla frase “se io fossi me”, che la ricerca del documento diventa secondaria, e comincio a pensare, cioè, a SENTIRE.

E non mi sento bene. Provalo: se tu fossi te, come saresti e cosa faresti? Fin dall’inizio provi imbarazzo: la menzogna sotto cui ci siamo accomodati è appena stata spostata dal luogo in cui si era stabilita. Tuttavia, ho già letto biografie di persone che improvvisamente diventavano se stesse e cambiavano completamente la loro vita.

Penso che se io fossi davvero me, gli amici non mi saluterebbero per strada, perché anche il mio viso sarebbe cambiato. Come? Non lo so.

La metà delle cose che farei se io fossi me, non posso raccontare. Penso, ad esempio, che per un certo motivo finirei in prigione. E se fossi me, darei tutto ciò che è mio e affiderei il futuro al futuro.

“Se io fossi me” sembra rappresentare il nostro più grande pericolo di vita, sembra la nuova entrata nell’ignoto.

Comunque, ho l’intuizione che, dopo le prime cosiddette follie della festa che sarebbe, avremmo finalmente l’esperienza del mondo.

Lo so bene, proveremo finalmente il dolore del mondo. E il nostro dolore è quello che impariamo a non sentire. Ma a volte verremmo anche sopraffatti da un’estasi di pura e legittima gioia che a malapena riesco a indovinare. No, penso che sto già indovinando in un certo senso, perché mi sono sentita sorridere e ho anche provato una specie di pudore che uno ha di fronte a ciò che è troppo grande.

Clarice Lispector

Quando Clarice morreu - Cláudio Soares - Medium

Clarice Lispector (Čečel’nyk, 10 dicembre 1920 – Rio de Janeiro, 9 dicembre 1977) è stata una scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana.

Nata in Ucraina e naturalizzata brasiliana – per quanto riguarda la sua “brasilidade” affermava di essere pernambucana – ha scritto romanzi, racconti e saggi, ed è considerata una delle scrittrici brasiliane più importanti del XX secolo nonché la più importante scrittrice ebrea dai tempi di Franz Kafka. Le sue opere abbondano di scene di semplice quotidianità e di trame psicologiche. (Wikipedia)

Claudia V. Lopes

Cláudia Valéria Lopes è nata a Rio de Janeiro, Brasile. Nel 2001 si laureò in Lingue straniere (portoghese e italiano) presso l’UFRJ – Universidade Federal do Rio de Janeiro. È traduttrice e insegnante di portoghese e italiano. Ha vissuto in Italia per sette anni, periodo in cui ha potuto approfondire le sue conoscenze della lingua italiana e dare continuità ai suoi studi. Ha lavorato per due anni come lettrice di lingua portoghese (norma brasiliana ed europea) presso l’Università degli Studi di Bari. Dal 2009 vive in Svizzera, dove lavora nel campo dell’e-learning, traduttrice (le sue lingue di lavoro sono: portoghese, italiano, inglese e tedesco) e insegnante di portoghese e italiano. Claudia è amministratrice e redattrice del Blog, della pagina Facebook di Affresco della Lingua Italiana e del canale Youtube.

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Alcune poesie per il mese di giugno

Cari amici,

Ormai siamo a primavera inoltrata nell’emisfero boreale, per cui vorrei proporvi delle poesie, scritte da alcuni dei grandi poeti della letteratura italiana, che parlano di rose, papaveri, cielo, giovinezza e tante altre tematiche che ci riempiono il cuore di gioia.

Buona lettura!

Giugno Giosuè Carducci

È il mese dei prati erbosi e delle rose; 
il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.
Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano
sui muri delle case. Nei campi, tra il grano,
fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri
fiammanti e la sera mille e mille lucciole 
scintillano fra le spighe.
Il campo di grano ondeggia al passare 
del vento: sembra un mare d’oro.
Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora
pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.

Tulipani, Fiori, Red, Piante, Fiore, Fioritura

Cielo di giugnoAda Negri

Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell’anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell’aria. Ombre, ombre d’ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d’un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.

Apple, Fiori, Natura, Albero Da Frutto, Primavera

Il mese di Giugno (filastrocca) – Gianni Rodari

Filastrocca del mese di giugno,
il contadino ha la falce in pugno:
mentre falcia l’erba e il grano
un temporale spia lontano.
Gli scolaretti sui banchi di scuola
hanno perso la parola:
apre il maestro le pagelle
e scrive i voti nelle caselle…
Signor maestro, per cortesia,
non scriva quel quattro sulla mia:
Quel cinque, poi, non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia, glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto.

Uccello, Tweeting, Canto, Melodia, Canzone, Animale

Sera di giugno – Giovanni Verga

La luna doveva già essere alta dietro il monte
Tutta la pianura, allo sbocco della valle, era illuminata da un chiarore d’alba.
A poco a poco al dilagar di quel chiarore, anche nella costa cominciarono a spuntare i covoni raccolti in mucchi, come tanti sassi posti in fila.
Degli altri punti neri si muovevano per la china, e a seconda del vento giungeva il suono grave e lontano dei campanacci che portava il bestiame grosso, mentre scendeva passo passo verso il torrente.
Di tratto in tratto soffiava pure qualche folata di venticello più fresco dalla parti di ponente e per tutta la lunghezza della valli udivasi lo stormire delle messi ancora in piedi.

Fiori, Api, Giardino, Verde, Erba, White, Margherita

Arrivederci e buona lettura!

Claudia Lopes

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Il 2 giugno – La Festa della Repubblica Italiana

Cari amici e amiche,

Oggi in Italia è una giornata molto speciale, poiché si celebra la nascita della Repubblica Italiana. Il 2 giugno, denominato anche La Festa della Repubblica Italiana, è la data del referendum istituzionale del 1946, in cui gli italiani furono chiamati alle urne per decidere quale forma di Governo (repubblica o monarchia) si voleva dare al Paese.

Scheda_elettorale_referendum_2_giugno_1946
(Scheda di votazione del referendum)

Il referendum fu indetto dopo la Seconda Guerra Mondiale, qualche anno dopo la caduta del Fascismo, regime dittatoriale sostenuto dalla famiglia reale (i Savoia) per circa vent’anni. I Savoia regnarono per 85 anni e videro la fine della loro dinastia per decisione del popolo con 12 717 923 voti contro 10 719 284. Ricordiamo che questo referendum istituzionale fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, in cui “tutti i cittadini di età superiore a una certa soglia (maggiorenni), senza restrizioni di alcun tipo da quelle di carattere economico e culturale e altri come ceto, censo, etnia, grado d’istruzione, orientamento sessuale e genere” poterono esercitare il diritto di voto e decidere il futuro politico del Paese.

Corriere_repubblica_1946
(Testata del giornale Corriere della Sera sulla nascita della Repubblica, del 6 giugno 1946)

Come succede ogni anno, da quando la Repubblica è stata istituita, le celebrazioni principali si svolgono a Roma (ci sono celebrazioni in tutta l’Italia) con un cerimoniale che comprende la deposizione di una corona d’alloro sull’Altare della Patria, dalla parte del presidente, e una parata militare lungo la via dei Fori Imperiali (prima chiamata via dell’impero), strada che riprende il suo attuale nome dai resti degli antichi Fori Imperiali, che collega il Colosseo a Piazza Venezia. La festa della Repubblica Italiana rappresenta uno dei simboli patri italiani, cioè che identifica univocamente l’Italia riflettendone la storia e la cultura.

Tuttavia, a causa dell’emergenza Coronavirus, il giorno della Repubblica è stato commemorato diversamente: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato al cimitero comunale di Codogno, dove è iniziata la pandemia, per rendere omaggio alle vittime e per ringraziare gli italiani: “Da qui riparte l’Italia del coraggio e da qui ribadiamo i valori della Costituzione”.

2 Giugno, Mattarella a Codogno: "Da qui riparte l'Italia del coraggio e da qui ribadiamo i valori della Costituzione"
Immagine Ansa

L’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (eletto il 3 febbraio 2015), è, secondo il sistema politico italiano, il capo dello Stato Italiano, il quale rappresenta l’unità nazionale, come stabilito dalla Costituzione Italiana entrata in vigore il 1o gennaio 1948. La residenza ufficiale del presidente della Repubblica è il Palazzo del Quirinale.

Le Magnifiche Sale del Palazzo del Quirinale

Buona festa della Repubblica a tutti gli italiani e agli innamorati dell’Italia!

Claudia V. Lopes

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Salva il cuore di Lua

Cari amichi e care amiche,

Il post che vi scrivo oggi è molto diverso dall’abituale. Vengo qui a chiedervi un aiuto per Lua, la mia cagnolina. Lei ha una grave malattia congenita chiamata Stenosi Polmonare. Lei dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per correggere questo difetto, altrimenti non avrà qualità di vita e morirà in 1, massimo 2 anni. L’intervento costa tantissimo (io vivo in Svizzera), circa 4.500 franchi, soldi che non abbiamo e non sappiamo nemmeno come trovarli.

Lua

Quindi ho pensato di creare una raccolta fondi per chiedervi un aiuto, poco che sia, ma che sarà tantissimo per Lua, basta cliccare su questo link https://www.gofundme.com/f/salva-il-cuore-di-lua e fare la vostra donazione.

Nella valuta odierna, 1 franco svizzero costa 0,94€. Donate ciò che potete, se non potete, non ci sono problemi. Tutte le donazioni sono apprezzate! Vi chiedo solo di condividere il link sulle vostre bacheche (su FB o altri social) e con i vostri amici e parenti.

Vi abbracciamo forte forte
Claudia e Lua

Lingue non romanze parlate in Italia

Salve, cari amici!

Nel nostro nuovo post, cominciamo con una domanda: quale lingua si parla in Italia? Sicuramente, vi sta chiedendo che accidente di domanda sia questa, vero? Senza dubbio, l’italiano! Tuttavia, oltre la lingua italiana, ci sono altre lingue non romanze parlate in numerosi centri della nostra Penisola, soprattutto, nella parte meridionale (continentale e insulare). E quali sono?

Idiomi albanesi

La lingua albanese, per esempio, è parlata in 50 comunità sparse in sette regioni italiane con un totale di 100.000 albanofoni. La loro parlata è genuinamente albanese, denominata Arbëreshë (cioè, albanesi d’Italia), diffusa nel sud dell’Albania e nella regione dell’Epiro, nonché il dialetto tosco, varietà di lingua albanese parlata in Albania, Grecia e Turchia.

Lingua Arbëreshë
Costumi tradizionali degli Arbëreshë (albanesi d’Italia)
immagine – Albanianews

Le comunità dove la lingua albanese è parlata si trovano in Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria (provincia di Cosenza, Catanzaro, Crotone) e Sicilia (provincia di Palermo).

Idiomi germanici

Nella provincia autonoma di Bolzano, come si sa, vige il bilinguismo italo-tedesco. In tutta l’area del Triveneto si riscontrano alcune isole linguistiche germanofone, diffuse nelle regioni prealpine e alpine:

  • lingua cimbra – idioma di tipo bavarese, che sarebbe stato portato da un gruppo di migranti tedeschi, che durante il medioevo colonizzarono le zone al confine delle provincia di Trento, Verona (Tredici comuni) e Vicenza (Sette comuni)
Costumi tradizionali della comunità germanofona di Bolzano
Immagine – UnserTirol

I Tredici Comuni sono un’area della provincia di Verona localizzata grossomodo al centro della Lessinia, territorio montano delle Prealpi Venete.

L’altopiano dei Sette Comuni, conosciuto anche col nome di altopiano di Asiago, è un vasto altopiano che si trova sulle Prealpi Vicentine, nella parte settentrionale della provincia di Vicenza.

Il cimbro è stato sovrastato dai dialetti della lingua veneta già nei secoli scorsi e, attualmente, è parlato da poche centinaia di persone, in modo più attivo, nelle comunità di Luserna, nel Trento e, in modo ridotto, a Giazza e Roana.

La lingua mochena (in mocheno bersntoler sproch) è parlata nei tre comuni del versante orientale: valle dei Mocheni (o Fersina) in provincia di Trento, Fierozzo (Vlarotz), Frassilongo (Garait) e Palù del Fersina (Palai en Bersntol).

Il mocheno è un parente lontano del cimbro, derivante da uno stanziamento di coloni tedeschi in epoca antica.

Troviamo anche altre isole germanofone in Carnia (Sauris, Zahare, Timau, Tischlbong e Sappada, Plodn); tutte queste varietà hanno un’origine simile a quelle precedenti. La lingua tedesca, inoltre, è diffusa su grande parte della Val Canale (Kanaltal), al confine con l’Austria.

L’alemanno – insieme di varianti della lingua alto-tedesca, appartenente alle parlate walser e imparentato con le varianti del vicino cantone Svizzero del Vallese – è paralo in alcuni comuni del Piemonte e Valle d’Aosta.

Idiomi greci

Nell’Italia meridionale si riscontrano delle isole linguistiche dove si parlano il griko, un dialetto di tipo neogreco parlato in Salento, e il grecanico, parlato in Calabria.

Costumi tradizionali dei Grecanici in Calabria
Immagine Wikiwand

L’isola linguisticaellenofona del Salento, situata nella Puglia meridionale, viene denominata Grecìa salentina.

Idiomi indo-arii

In italia troviamo anche il romaní, parlato dai sinti e dai rom in diverse forme dialettali, che sono state influenzate dai paesi con cui hanno avuto contatto in passato, nonché dalle parlate regionali italiane con cui sono a contatto ancora oggi.

Idiomi slavi

Lo sloveno è parlato in Friuli-Venezia Giulia, nella fascia che confina con le provincie di Trieste, Gorizia e Udine. Nella Val di Resia si riscontra anche, secondo alcuni studiosi, una variante dialettale distinta dalla sloveno chiamato resiano, imparentato con i dialetti sloveni parlati a Carinzia (Austria).

Infine, il na-našu (antico dialetto slavo originario dell’entroterra dalmata), parlato in Molise. Secondo studi, il na-našu discende dalla parlata portata degli Slavi che arrivarono in Italia tra il XV-XVI secolo, per sfuggire all’avanzata degli ottomani nei Balcani, stanziandosi nei paesi di Acquaviva Collecroce (Kruč), Montemitro (Mundimitar) e San Felice del Molise (Sti Filić).

Forse adesso sarete capaci di rispondere alla domanda con cui inizio il post!

Un abbraccio e buono studio!

Claudia Lopes

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Il campo semantico del LIBRO

Ciao a tutti!

Conoscete il termine campo semantico? Sapete cos’è? In linguistica, è l’area di significato coperto da una determinata parola o da un gruppo di parole che hanno una stretta relazione di significato tra di loro. Il campo semantico del vocabolo corso, per esempio, è lezione, appuntigratis, gratuito e così via.

Questo tipo di studio è molto importante perché ci aiuta ad arricchire il nostro lessico personale, per cui vi consiglio di usare, sempre che possibile, il dizionario monolingue nei vostri studi di lingua italiana, ma anche di un’altra lingua straniera.

La parola che ho scelto per voi è libro, quindi ne conosceremo altre (non tutte!) che fanno parte del suo campo semantico:

Un LIBRO può essere:

appassionantefuori commercio
avvincentegiallo
biograficoillustrato
commuoventeinedito
contabileletterario
didatticoomaggio
esauritotascabile
Libro Aperto, Biblioteca, Educazione, Leggere, Libro
Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.
(Fabrizio Caramagna)

Espressioni:

libro di bordolibro di lettura
libro di cassalibro dei sogni
libro di cucinalibro di storia
libro di letturalibro di testo
Cartolibreria le Cosmicomiche (Terni) - 2020 All You Need to Know ...
Cartolibreria

Parole derivate:

libraiolibriccino (diminutivo)
libreriacartolibreria

Verbi che fanno parte del campo semantico del vocabolo LIBRO:

censurarescrivere
consigliaresfogliare
criticarepubblicare
dedicarerecensire
intitolareschedare
leggeretradurre

Parole composte:

audiolibrolibrogioco
reggilibrofotolibro

Espressioni idiomatiche:

  • Parlare come un libro stampato – parlare in modo corretto e appropriato
  • Essere un libro aperto – non avere segreti, mostrarsi per come si è. Per estensione, riferito a un argomento, essere competenti
  • Essere un libro chiuso – al contrario, si dice di una persona che non rivela i suoi pensieri, sentimenti e altro, o che non si riesce a capire
  • Essere immerso nei libri – essere impegnato con lo studio
  • Essere sul libro nero – avere una pessima fama, essere disprezzati, sgraditi, malvisti, tenuti in disparte in un determinato ambiente

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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