Care lettrici e cari lattori,
Nel nostro post di oggi studieremo gli avverbi anche e pure. Molti apprendenti fanno un po’ di confusione quando li usano, ma è bene sapere che, in molti casi, possono essere adoperati l’uno al posto dell’altro, cioè come sinonimi. Quindi analizziamo alcuni casi:
Prima di cominciare: l’avverbio è una parola invariabile che modifica o specifica un verbo o anche un nome, un pronome, un aggettivo o un altro avverbio, in relazione al tempo, al luogo, alla quantità o al modo.
Pure e anche possono significare (essere adoperati):
A) Allo stesso modo (aggiunge qualcosa a ciò che è stato detto prima e che può anche essere sottinteso):
Es.: Piove pure/anche oggi; c’eravamo pure/anche noi;
B) Oltre tutto, per di più:
Es.: Ci sono rimasto male per la tua reazione e sono pure/anche offeso dalle tue insinuazioni.
C) Rafforza un’affermazione o un’idea di possibilità:
Es.: Sono pure/anche stufa di questa situazione; potrebbe pure/anche andare bene.
D) In particolare, per rafforzare le congiunzioni e, ma, o, precedendole o seguendo l’elemento da loro collegato:
es.: Anna credeva e pure/anche noi (e noi pure/anche); Gianni è bravo ma pure/anche fortunato; è bravo, ma è fortunato pure/anche.
E) Come risposta affermativa attenuata, al posto di sì:
Es.:
– Invece che andare al cinema, potremmo fare una passeggiata.
– Pure/anche.
Oggi abbiamo visto soltanto alcuni casi in cui possiamo usare gli avverbi pure e anche, ne esistono tanti altri, anche in altre funzioni che studieremo più avanti.
Arrivederci e buono studio!
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