Ciao a tutti!
Nel nostro articolo di oggi parleremo di una parola/verbo estremamente affascinante della lingua italiana: desiderare. Lo usiamo continuamente nella vita quotidiana — desideriamo un viaggio, una casa, una persona, un cambiamento — ma vi siete mai chiesti quale sia la vera origine di questa parola?
Molti vocaboli della lingua italiana conservano, ancora oggi, tracce profondissime del mondo antico. Alcuni custodiscono addirittura immagini poetiche che il tempo non è riuscito a cancellare. È proprio il caso del verbo desiderare.
La parola deriva dal latino dēsīderāre, generalmente collegato al sostantivo sīdus, sīderis, cioè “stella”, “costellazione”, “astro”. Secondo l’interpretazione etimologica più diffusa, il verbo sarebbe formato da:
- de- → mancanza, allontanamento
- sidera → stelle
Da qui nasce una delle etimologie più poetiche della lingua latina: desiderare significherebbe, originariamente, “sentire la mancanza delle stelle”.
Naturalmente, bisogna sempre ricordare che l’etimologia non è poesia pura: gli studiosi/etimologi invitano spesso alla prudenza, poiché le ricostruzioni linguistiche più antiche non sono sempre definitive o del tutto affidabile. Tuttavia, il legame simbolico tra il desiderio e le stelle è così forte da essersi conservato per secoli nella cultura europea. Ma perché proprio le stelle?
Nel mondo antico, gli astri avevano un’importanza fondamentale. Le stelle servivano a orientarsi durante i viaggi, a leggere il cielo, a interpretare il tempo e, in alcuni casi, persino il destino degli uomini. Perdere le stelle significava smarrire un punto di riferimento, restare senza direzione, trovarsi in una condizione di attesa o di mancanza.
Ed è proprio da questa idea di assenza che nasce il significato moderno del verbo desiderare: sentire la mancanza di qualcosa che non si possiede o che si vorrebbe raggiungere.
È interessante osservare che anche il verbo considerare sembra condividere la stessa origine legata agli astri. Infatti, deriva dal latino cōnsīderāre, probabilmente collegato all’osservazione attenta delle stelle (cum sidera). In un certo senso, possiamo dire che:
- desiderare significa “sentire la mancanza delle stelle”;
- considerare significa “osservare attentamente le stelle”.
Due verbi comunissimi della lingua italiana conservano quindi, nella loro storia, un’immagine antichissima del cielo. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dello studio delle parole: capire che la lingua non è fatta soltanto di regole grammaticali, ma anche di memoria, cultura, simboli e immagini che attraversano i secoli.
La prossima volta che userete il verbo desiderare, ricordatevi che, almeno metaforicamente, state ancora guardando le stelle.
Arrivederci e al prossimo viaggio etimologico!









Rispondi