Ditelo in italiano!

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Ciao a tutti!

Oggi incominceremo un percorso linguistico e lessicale molto interessante e molto attuale, poiché tratta degli anglicismi – presenti soprattutto in rete -, che compromettono l’integrità della lingua italiana e non solo. Vorrei precisare che non sono un’adepta del purismo: i neologismi o prestiti linguistici di necessità sono necessari e ben accettati, laddove non si riscontrino dei termini convincenti per definire un fenomeno nuovo in una determinata lingua.

I termini di oggi cominciano con la A:

Abstract breve sunto del contenuto di un libro o di un articolo scientifico, anche in una lingua diversa da quella dell’originale. Secondo me, l’uso del termine inglese è inammissibile, considerando che esistono due termini a disposizione in italiano “riassunto” e “sintesi“.

All inclusive = nella lingua italiana, esiste “tutto compreso“, che non lascia nulla a desiderare al suo equivalente inglese.

Anti-aging = personalmente lo trovo orribile! In Italiano, riscontriamo “anti-invecchiamento” e “anti-età“, che in cosmetica indica prodotto o trattamento che combatte o attenua i segni dell’invecchiamento.

Austerity = In italiano, troviamo “austerità“, termine dell’economia che indica la politica di severo contenimento della spesa pubblica e dei consumi privati, attuata per arginare una crisi economica o per frenare l’inflazione monetaria: imporre un regime di austeritàseguire una linea di austerità.clima di austerità. Quindi, l’uso del termine inglese è inaccettabile!

Antitrust termine dell’economia che stabilisce lo scopo di garantire la libera concorrenza, combattendo i monopoli e le coalizioni tra imprese: provvedimenti antitrust, legge. In questo caso non esiste un termine corrispondente in italiano, quindi l’uso del termine inglese è accettabile.

Authority = in italiano esiste “autorità“, quindi l’uso del termine in inglese è più che inaccettabile!

Account = usato nell’ambito dell’internet, è accettabile e preferibile, anche se in italiano la traduzione sarebbe “conto“, adoperato, soprattutto, nel settore bancario.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Il David di Michelangelo – la perfezione

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Veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine […] con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí Michel Agnolo.” 

(Giorgio Vasari – Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574)

Con queste parole, Vasari – pittore, architetto e storico dell’arte italiano, fortemente influenzato da Michelangelo – descrisse la scultura più bella mai creata dall’uomo: il David di Michelangelo.

Il David fu scolpito da Michelangelo all'età di 26 anni, tra il 1501 e il 1504, ha 4,10 mt e cinque tonnellate di peso.

Michelangelo colse l’eroe biblico momenti prima di affrontare il Gigante Golia: con grande maestria riuscì a rappresentare l’intensa e profonda espressione degli occhi, i muscoli tesi e le vene in rilievo, che dimostrano perfettamente il momento massimo della concentrazione prima del combattimento.

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(David di Donatello – Wikipedia)

Diversamente da  DonatelloVerrocchio e tanti altri, la statua di Michelangelo non porta né spada né testa decapitata di Golia, ma si presenta completamente nuda, armata dell’immensa Fede in Dio, ma anche di razionalità, intelletto e coraggio, oltre che di fionda e sasso nelle mani. I canoni ai quali si ispirò Michelangelo sono tipici della scultura classica, che incarna l’uomo-eroe del Rinascimento, potente e razionale, protagonista  della storia e consapevole delle proprie capacità e potenzialità.

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(David di Verrocchio – Wikipedia)

Guardate il video con tutti i dettagli del David di Michelangelo!

(creazione video – Claudia V. Lopes)

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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L’avverbio “manco”

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Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi impareremo alcuni usi dell’avverbio “manco”, che deriva dal latino măncu(m): manco, mutilo; difettoso, manchevole. Nell’italiano contemporaneo è una forma esclusivamente dell’uso parlato, anche se può comparire in scritture informali, che riproducono il linguaggio parlato. Quindi fate attenzione agli esempi per capire quando e come lo possiamo usare!

 1) Uso familiare e popolare in situazioni di negazione totale (nemmeno, neanche):

1 – Ieri non avevo manco un soldo per mangiare!

2 – Quando mi ha visto alla festa manco si è ricordata chi io fossi.

3 – Vuoi venire con noi a fare un’arrampicata?
Manco per sogno!/manco morto!/ manco col cavolo! (assolutamente no!)

4 – Non ne ho incontrato manco uno per aiutarmi.

Osservazione: Troverete l'avverbio "manco" anche in ambito antico e letterario:

"rimossi dalla terra i beati fantasmi, salvo solamente Amore, il manco nobile di tutti ..." (Leopardi)

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Cosa significa il termine BREXIT?

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Oggi è un giorno molto importante per la Gran Bretagna, poiché i suoi cittadini dovranno scegliere di rimanere nell’Unione Europea oppure votare per la Brexit e uscirne. Bruxelles ormai ha dato il suo verdetto: “chi è fuori, è fuori, nessun altro compromesso è possibile”, quindi gli inglesi dovranno decidere il futuro della Gran Bretagna, senza alcuna possibilità di tornare indietro. Ma cosa significa il termine Brexit?

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L’anno scorso abbiamo visto spesso il termine Grexit – coniato dagli analisti Willen Buiter e Ebahin Rahbri su Global Economics View, del 6 febbraio 2012 – su tutte le testate italiane. Il vocabolo nasce dalla lunghissima espressione Greek Euro Area Exit, cioè “uscita greca dall’area euro”. Quindi Brexit nasce da British Euro Area Exit, termine diventato corrente sia nella lingua inglese sia in altre lingua, entrato nella lingua italiana come prestito, così come Grexit.

Il filologo e linguista Bruno Migliori (Rovigo, 19 novembre 1896 – Firenze, 18 giugno 1975) denominava queste abbreviazioni di “parole macedonia”, cioè casi in cui “una o più parole maciullate sono state messe insieme con una parola intatta” come, appunto, exit.

Si deve dire la Brexit o il Brexit? Cerchiamo di ragionare insieme: exit è la forma verbale latina, adoperata in inglese come prestito nella formazione di didascalie teatrali (exit v.1 nell’Oxford English Dictionary), ma anche un sostantivo, che corrisponde all’italiano “uscita”, per cui l’Accademia della Crusca raccomanda che Brexit e Grexit siano adoperate come vocaboli femminili, preceduti dall’articolo “la”: la Brexit e la Grexit.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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