Il 2 giugno – La Festa della Repubblica Italiana

festa della Repubblica

Cari amici e amiche,

Oggi in Italia è una giornata molto speciale, poiché si celebra la nascita della Repubblica Italiana. Il 2 giugno, denominato anche La Festa della Repubblica Italiana, è la data del referendum istituzionale del 1946, in cui gli italiani furono chiamati alle urne per decidere quale forma di Governo (repubblica o monarchia) si voleva dare al Paese.

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(Scheda di votazione del referendum)

Il referendum fu indetto dopo la Seconda Guerra Mondiale, qualche anno dopo la caduta del Fascismo, regime dittatoriale sostenuto dalla famiglia reale (i Savoia) per circa vent’anni. I Savoia regnarono per 85 anni e videro la fine della loro dinastia per decisione del popolo con 12 717 923 voti contro 10 719 284. Ricordiamo che questo referendum istituzionale fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, in cui “tutti i cittadini di età superiore a una certa soglia (maggiorenni), senza restrizioni di alcun tipo da quelle di carattere economico e culturale e altri come ceto, censo, etnia, grado d’istruzione, orientamento sessuale e genere” poterono esercitare il diritto di voto e decidere il futuro politico del Paese.

Corriere_repubblica_1946
(Testata del giornale Corriere della Sera sulla nascita della Repubblica, del 6 giugno 1946)

Come succede ogni anno, da quando la Repubblica è stata istituita, le celebrazioni principali si svolgono a Roma (ci sono celebrazioni in tutta l’Italia) con un cerimoniale che comprende la deposizione di una corona d’alloro sull’Altare della Patria, dalla parte del presidente, e una parata militare lungo la via dei Fori Imperiali (prima chiamata via dell’impero), strada che riprende il suo attuale nome dai resti degli antichi Fori Imperiali, che collega il Colosseo a Piazza Venezia. La festa della Repubblica Italiana rappresenta uno dei simboli patri italiani, cioè che identifica univocamente l’Italia riflettendone la storia e la cultura.

L’attuale Presidente della Repubblica si chiama Sergio Mattarella (eletto il 3 febbraio 2015), e, secondo il sistema politico italiano, è il capo dello Stato Italiano, il quale rappresenta l’unità nazionale, come stabilito dalla Costituzione Italiana entrata in vigore il 1o gennaio 1948. La residenza ufficiale del presidente della Repubblica è il Palazzo del Quirinale.

Visita Virtuale del Palazzo del Quirinale

Buona festa della Repubblica a tutti gli italiani e agli innamorati dell’Italia!

Claudia V. Lopes

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25 aprile: l’Italia è libera!

FotoLiberazione

Care lettrici e cari lettori,

Bentornati su Affresco Italiano!

La data di oggi, il 25 aprile, è estremamente importante per la storia italiana, segna, infatti, la fine della dittatura fascista di Mussolini e l’inizio di una nuova era per l’Italia, l’era della Democrazia. Per aiutarvi a capire meglio, in coda all’articolo troverete un lemmario esplicativo delle parole utilizzate, parole che nel testo saranno sottolineate.

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(crediti immagini – Wikipedia)

Il 25 aprile del 1945 l’Italia gridò a gran voce la sua voglia di liberarsi dal regime che la opprimeva ormai da un ventennio e da quel momento in poi i partigiani italiani non dovettero più nascondersi o essere considerati criminali o fuorilegge; raggiunsero il loro obiettivo: la liberazione dell’Italia intera.

Ma chi erano i partigiani?

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Costituivano un corpo armato paramilitare di difesa, formato principalmente da giovani, anche inesperti, spinti a combattere da ideali di uguaglianza e di pace. Gente comune, figli delle donne e degli uomini vessati dalla dittatura.

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La resistenza partigiana si serviva moltissimo anche della musica, per educare e incoraggiare i propri membri e una delle canzoni che col tempo ha avuto più seguito è sicuramente “Bella Ciao”, che potrete subito ascoltare…

Ed ecco il testo

Una mattina mi sono svegliato,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

Una mattina mi sono svegliato,

e ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

O partigiano, portami via,

ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E se io muoio da partigiano,

tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E seppellire lassù in montagna,

sotto l’ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

Tutte le genti che passeranno,

Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

«È questo il fiore del partigiano, morto per la libertà!»

sacrificio dei partigiani

La lingua in cui questa canzone comunica non è più la lingua che utilizziamo in Italia tutti i giorni. Chiaramente è avvenuta un’evoluzione diacronica (cioè attraverso il tempo): una lingua viva non può essere fissa e immutabile, segue gli usi della gente che se ne serve per comunicare, segue tendenze che non possono essere determinate “a priori” o in maniera esatta.

Ma entriamo nel cuore pulsante del testo.

Si tratta di un componimento poetico in rima (circostanza che favoriva molto la memorizzazione!) in un linguaggio più arcaico e sicuramente lirico rispetto a quello che siamo abituati ad usare oggi.

Di seguito, nel dettaglio, potrete leggere la spiegazione delle parole o le espressioni che potrebbero risultare più ostiche e difficili da comprendere:

  • «Bella ciao» indica il saluto che i partigiani indirizzavano alle proprie amate prima di partire assieme agli altri combattenti della resistenza;
  • «invasor» sta per invasore. Molto spesso in poesia si utilizza l’elisione (caduta della vocale finale) fenomeno che risponde a ragioni di metrica e musicalità;
  • «ché» è un’aferesi di perché. Cos’è un’aferesi? Si tratta della caduta di una vocale o di una sillaba iniziale di una parola;
  • «morir» sta per morire. Anche qui è presente un’elisione, come nel caso precedente;
  • «seppellir» sta per seppellire;
  • «fior» sta per fiore.

È grazie a chi ha dato la propria vita in nome della libertà che oggi in Italia possiamo vivere in una Democrazia fondata sulla nostra splendida Costituzione!

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Buona festa della Liberazione a tutti!

Lemmario relativo al testo

Regime – sostantivo maschile, sistema di governo di stampo autoritario e repressivo, indipendentemente dalla sua forma di legislazione;

opprimere – verbo, tenere qualcuno in stato di schiavitù, sopraffare, vessare;

paramilitare –  aggettivo maschile e femminile, organizzato secondo la struttura gerarchica o la disciplina militare, pur essendo estraneo a un esercito regolare;

vessare –  verbo, sottoporre a continui maltrattamenti o imposizioni, tormentare in senso morale o materiale;

diacronico – aggettivo maschile, che si basa sulla diacronia;

diacronia – sostantivo femminile, lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo una prospettiva evolutiva | lo sviluppo dei fatti linguistici nel tempo;

immutabile –  aggettivo maschile e femminile, che non muta, che non può mutare, invariabile, fisso, inalterabile;

a priori – locuzione latina “ā priōri”, letteralmente significa “da ciò che è prima”, si riferisce a qualcosa che viene fatta o pensata senza considerare e controllare gli eventi avvenuti in precedenza;

locuzione –  sostantivo femminile, frase espressione, modo di dire, frase idiomatica;

rima – sostantivo femminile, in metrica omofonia completa tra le ultime parole di due o più versi a partire dalla tonica;

metrica – sostantivo femminile, insieme delle leggi che regolano la composizione dei versi e delle strofe poetiche;

omofonia – sostantivo femminile, identità di suono tra due o più unità linguistiche o segni grafici diversi (come ad esempio “lago” e “l’ago”;

tonica –  aggettivo/sostantivo femminile, di vocale o sillaba su cui cade l’accento principale;

arcaico – aggettivo maschile, antico, antiquato;

lirico –  aggettivo maschile, riferito alla poesia incentrata sulla soggettività;

soggettività – sostantivo femminile invariabile, con carattere o valore di soggetto, fondato sulla realtà individuale;

ostico –  aggettivo maschile, gravoso, sgradito, difficile a farsi.

(Fonte: dizionario della lingua italiana De Mauro)

Trovate utile l’utilizzo del lemmario a termine dei post più discorsivi come questo?

Fateci sapere nei commenti!

I vostri suggerimenti sono sempre preziosissimi e grande fonte di ispirazione per noi!

Vi saluto con affetto e alla prossima!

Emma De Luca