Lettera ai lettori – mi presento

lettera al lettore

Cari lettori e lettrici!

Vorrei presentarmi, se mi permettete: mi chiamo Claudia Lopes, sono brasiliana di Rio de Janeiro. Mi sono laureata in lettere/lingue portoghese-italiano nel 2001, presso l’UFRJ (Universidade Federal do Rio de Janeiro). Ho vissuto per sette anni in Italia (ci torno almeno due volte all’anno), dove ho potuto approfondire le mie conoscenze nell’ambito dell’italianistica e continuare i miei studi. L’italiano per me è come se fosse la mia seconda lingua. Ho lavorato anche per due anni come lettrice di lingua portoghese presso l’Università degli Studi di Bari, periodo in cui ho avuto l’occasione non solo di conoscere persone fantastiche e fare delle belle amicizie ma, INNANZITUTTO, di avere un approccio tutto speciale con il portoghese: insegnare la propria lingua materna agli stranieri è una delle più grandi sfide per un insegnante di lingue. Ah! Sono anche una traduttrice tecnica e letteraria, le mie lingue di lavoro sono il portoghese, l’italiano, l’inglese e … fra non molto, spero …, il tedesco!

Dopo tutti i “mi piace” e tutte le iscrizioni che l’Affresco Italiano ha avuto in questi ultimi giorni – sia alla pagina Facebook sia al blog stesso -, mi sono sentita più che stimolata a scrivervi questa lettera. Prima di tutto, vi ringrazio di leggere e condividere i miei post, sappiate che tutto quello che trovate qui è frutto, soprattutto, della mia passione per la lingua e la cultura italiana, che sicuramente è lo stesso sentimento che vi spinge, ogni giorno, a cercare nuovi siti e pagine FB per impararne sempre di più, lo stesso sentimento che vi ha portato fin qui. Comunque, tanti di voi già mi conoscono dal blog Dicas de Italiano, dedicato all’insegnamento della lingua italiana ai brasiliani, per il quale ho scritto fino a pochi mesi fa. Poi ho deciso di creare l’Affresco Italiano, lingua italiana per stranieri, e Claulopes, dove pubblico post e materiali per gli italiani (e non solo) che desiderano imparare la lingua portoghese (pagina FB Lingua Portoghese per italiani). Quindi, se volete essere sempre aggiornati riguardo ai post, iscrivetevi al blog o alla pagina Facebook di Affresco italiano e Lingua Portoghese per italiani.

Ecco, questa sono io! Tutto quello che troverete qui o sull’altro blog è di mia totale responsabilità, cioè: tante cose belle, i miei sbagli (tutti noi sbagliamo), le mie impressioni, ecc.

Un caro saluto e a presto!

Claudia Lopes

 

Lunedì dell’Angelo (Pasquetta)

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(Crediti immagine – Green Pick)

Oggi in Italia, ma anche in tanti altri paesi del mondo, si festeggia il Lunedì dell’Angelo, detto anche lunedì di Pasqua, lunedì dell’Ottava di Pasqua (secondo il calendario liturgico) o popolarmente Pasquetta, che è il giorno dopo la Pasqua.

Il Lunedì dell’Angelo è una giornata speciale per gli italiani che (bel tempo permettendo) non rinunciano alle famose scampagnate, allungando così le feste pasquali. Non è considerata dalla Chiesa una festa di precetto, in cui i fedeli sono tenuti a partecipare alla Messa o astenersi dai lavori che li impediscono di rendere culto a Dio, ma un giorno da trascorrere a casa o all’aperto assieme alla famiglia e agli amici.

Quindi oltre ad essere una giornata di riposo, il Lunedì dell’Angelo ha un significato strettamente religioso legato alla storia del Cristianesimo e alla risurrezione di Cristo. Infatti, fin dal dopo guerra è considerato un giorno festivo come lo è il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Ma di quale angelo stiamo parlando? Leggiamo questo brano tratto dal Vangelo di Marco (16, 1-8-a):

angelo

(crediti immagine – Wikipedia)

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.

Chiaramente, la tradizione popolare ha cambiato un po’ i fatti narrati anche negli altri Vangeli, poiché Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salomè andarono al sepolcro dove giaceva il corpo di Gesù e trovarono l’angelo non di lunedì, ma di domenica, cioè il terzo giorno, il giorno della resurrezione.

Paesi nel mondo che festeggiano il Lunedì dell’Angelo.

paesi che festeggiano la pasquetta

(crediti immagine – Wikipedia)

Claudia V. Lopes

Arrivederci e buona Pasquetta!

 

“A parte” ou “Apparte”: qual é a forma correta em italiano?

Talvez essa seja uma das dúvidas mais comuns na língua italiana, assim como o é em português: escrevemos “a parte” ou “apparte“? Nós também temos a locução “à parte”, erroneamente escrita, por muitos falantes de língua portuguesa, “aparte”, que existe e é um substantivo (aparte) ou um verbo (apartar) de múltipla transitividade (ex.: que eu/você/ele aparte).

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(créditos: Web)

No caso italiano, essa é uma dúvida efetivamente legítima, uma vez que alguns dicionários aceitam ambas as formas como corretas. Mas atenção! Na língua italiana também existe o verbo transitivo “appartare”, que significa “mettere da parte, in disparte; segregare“. Na sua forma reflexiva “appartarsi“, significa “tirarsi da parte, starsene in disparte; allontanarsi, isolarsi“. Voltando ao tema deste post, qual seria, então, a forma correta da locução italiana em questão? De acordo com a Accademia della Crusca, a forma correta é “a parte“, e a maioria dos dicionários a adota. A locução “a parte” é composta por duas palavras, ou seja, a preposição simples “a” e o termo “parte“. Vale ressaltar que a forma “apparte” é considerada, por muitos estudiosos, como correta por espelhar o fenômeno do “raddopiamento fonosintattico“, isto é: a duplicação da primeira consoante “p” (apparte), que, frequentemente, como nesse caso, acaba por ser reproduzida na escrita.

Naturalmente, esse tipo de questão não diz respeito somente à locução “a parte“, existem inúmeras outras que causam dúvida na hora de escrever, por isso, aconselho que consultem sempre um bom dicionário, antes de usar e assimilar a forma errada.

dicionario

(créditos: CNN)

Exemplos:

A parte il freddo, non ho voglia di uscire stasera. Além do frio, não estou com vontade de sair hoje à noite.
A parte la modestia, abbiamo veramente una bella casa. Modéstia à parte, temos realmente uma bela casa.
A parte il fatto che la monografia è stata consegnata in ritardo, il testo che hai scritto non va bene. Além do fato que a monografia foi entregue atrasada, o texto que você escreveu não está bom.

Arrivederci e buono studio!

 

 

 

Como os italianos se cumprimentam? (primeira parte)

Ciao a tutti! Come va?

No nosso post de hoje, falaremos dos cumprimentos [dei saluti], um tema muito importante para que possamos estabelecer os primeiros contatos [i primi contatti], quando formos à Itália.

cumprimentar - oitoronto

(Créditos da imagem: Oi Otranto)

Quais são os principais cumprimentos em italiano? Quando devemos usá-los e em que contextos e situações? Fiquem tranquilos [state tranquilli], pois o texto é bem explicativo e, além disso, no final deste post, é possível conferir todas as explicações na videoaula que os ajudará a organizar as ideais [organizzare le idee].

Os cumprimentos I saluti
Bom dia! Buongiorno!
Boa tarde! Buon pomeriggio!; Buonasera!
Boa noite! Buonasera!; Buonanotte!
Oi, olá!  Ciao!

A) Buongiorno!

Apesar de ser considerado um cumprimento formal, pode ser usado em contextos informais, das 6h ao meio-dia, e também na parte da tarde, dependendo da região. Como acontece no português, usamos o “buongiorno” seja quando encontramos alguém seja quando nos despedimos.

b) Buon pomeriggio!

Cumprimento formal pouco usado na Itália, restrito a programas televisivos/radiofônicos e à literatura.  Contudo, pode ser usado quando encontramos alguém ou nos despedimos na parte da tarde, dependendo do contexto. O horário que inicia o “buon pomeriggio” varia muito de uma região para outra. Em substituição a esse cumprimento em desuso, hoje, na Itália, as pessoas costumam usar “buongiorno” ou “buonasera”  (explicações na videoaula).

c) Buonasera!

Cumprimento formal que também pode ser usado em contextos informais depois das 17h/18h, ao encontrar ou se despedir de alguém (dependendo da região). O horário de início da “Buonasera” também varia muito de uma região para outra (explicações na videoaula).

buonanotte

d) Buonanotte!

Cumprimento formal e informal usado para se despedir quando vamos dormir. Logo, seja “buonasera” seja “buonanotte”, dependendo do contexto, serão traduzidos pelo “boa noite” em português.

e) Ciao!

O “ciao” é um dos modos informais mais comuns (usado entre amigos e familiares) de se cumprimentar em italiano, e corresponde aos nossos “olá” e “oi”. Dependendo do contexto e do nosso interlocutor, pode ser comparado com o nosso “tchau“. É isso mesmo: “ciao” pode ser usado quando encontrarmos alguém ou quando nos despedimos, mas sobre despedidas falaremos no próximo post.

ciao a tutti!

d) Salve!

Cumprimento neutro (do latim salvus, passar bem, ter saúde) que equivale, grosso modo, ao nosso “olá”, usado quando cumprimentamos pessoas com as quais não temos familiaridade (explicações na videoaula).

Veja a videoaula!

P.S.: Me perdoem se fiquei meio enrolada, mas foi a primeira vez que gravei uma videoaula!!!

Arrivederci e buono studio!

 

 

 

Carta aos leitores

Olá a todos! Com certeza muitos de vocês já me conheçam como colaboradora do Dicas de Italiano, de cujos posts sou responsável já há algum tempo. Antes de tudo, gostaria de falar um pouco de mim: me chamo Cláudia Lopes, sou carioca, mas moro há 15 anos no exterior. Morei por 7 na Itália e desde 2009 vivo em Zurique, Suíça. Sou formada em letras (português-italiano) pela URFJ, universidade que carrego, até hoje, no coração.

venezia - lontano non esiste

(Veneza – créditos da imagem: Lontano non esiste)

Apesar da distância do meu país, nunca me afastei da minha cultura e, sobretudo, da minha língua. No período em que vivi na Itália, tive a oportunidade de trabalhar como leitora de língua portuguesa na Università degli Studi di Bari. Confesso que foi uma experiência suis generis, porque fui solicitada a ensinar a variante europeia do português, ou seja: tive estudar primeiro para poder ensinar, pois eu nada sabia da língua portuguesa falada em Portugal, e muito menos da cultura. No fundo, essa constatação não deixava de ser inusitada. Afinal, a língua portuguesa falada no Brasil é herança do colonizador, do qual nos distanciamos em modo significativo, a ponto de nada sabermos em relação aos patrícios. Na verdade, não é que não saibamos o quanto da cultura portuguesa está inserida na cultura brasileira, não nos damos conta. Quem sabe algum dramaturgo resolve fazer uma novela sobre Portugal, assim como fizeram sobre a Itália?

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(Fontana di Trevi – créditos da imagem: Wikipedia)

Além de professora de português e italiano, sou também tradutora há mais de 15 anos. Traduzo do inglês e do italiano para português e, dependendo do texto, do português para o italiano. No momento, estou às voltas com o alemão, que exige de mim muito estudo e muita dedicação, não por ser uma língua difícil como se costuma dizer, é só diferente. Uma língua estrangeira é como um amigo: temos que aceitar do jeito que é.

A língua italiana para mim, há muito, é como se fosse a minha segunda língua. Em casa, Sofia, minha filha, fala italiano com o pai, que é italiano, português comigo e, claro, alemão na escola e com os amigos. Vivemos um situação linguística rica, pois Sofia é perfeitamente trilíngue.

Torre di Pisa

(Torre di Pisa – créditos da imagem: Wikipedia)

Affresco Italiano, como já devem ter percebido, será um espaço para o estudo/aprendizagem da língua e da cultura italianas, em seu sentido mais amplo. Seguirei, mais ou menos, a linha de trabalho que tenho desenvolvido no Dicas de Italiano, para o qual continuarei a escrever. Recentemente, abri também um blog dedicado ao ensino/aprendizagem do português brasileiro para falantes de italiano, Claudia Lopes – Idiomi e Traduzioni, se puderem, passem por lá também!

Um grande abraço a todos e até breve com tantas novidades!