Le congiunzioni o/oppure – qual è la differenza?


Ciao a tutti!

Come vi ho promesso, nel nostro nuovo post parleremo della congiunzione “o” con valore disgiuntivo. Spesso mi chiedete se c’è qualche differenza tra “o” e “oppure“, o se possiamo usare sia l’una sia l’altra indistintamente. Per rispondere a queste domande, ho creato degli esempi che vi aiuteranno a capire meglio, per cui fate molta attenzione!

1) La congiunzione “o“, con valore disgiuntivo, serve a coordinare due o più parti di una stessa frase, avvertite come alternative che si escludono a vicenda:

– Non hai molta scelta, è prendere o lasciare!
– Devi decidere al più presto: ora o mai più.

P.S.: direi che sono forme piuttosto cristallizzate, perché, in questo caso, non si suole usare "oppure".

2) Ancora con valore disgiuntivo, la congiunzione “o” serve a coordinare due o più parti di una stessa frase, intese come possibilità di cui una non esclude l’altra. In questo caso, potremmo usare anche “oppure“:

– Anna, cosa fai di solito la sera? 
– Leggo o/oppure guardo la televisione.

Qualche volta può essere seguita da magari o almeno, quando si aggiunge un’alternativa all’enunciato:

Prendi il dolce o almeno/magari un po’ di frutta.

P.S.: Nemmeno in questo caso si userebbe "oppure"

Se avete fatto attenzione agli esempi, capirete che non esiste una regola fissa che determini quando dobbiamo usare la congiunzione “o” piuttosto che “oppure“. Nonostante ciò, sui dizionari che ho consultato, “oppure” risulta come sinonimo di o, anzi è la sua forma rafforzata: vuoi un libro oppure (o) un CD?; puoi farlo tu oppure (ochiedi a qualcun’altro.

Secondo me, salvo le forme cristallizzate, – e parlo da straniera che ha vissuto per tanti anni in Italia e ci torna spesso -, i parlanti di lingua italiana usano l’una al posto dell’altra secondo ciò che vogliono effettivamente esprimere. A dire il vero, credo che si tratti di una scelta piuttosto incosciente, quando hanno intenzione di rafforzare un determinato enunciato.

Nel prossimo post tratteremo della congiunzione “o” con valore testuale e esplicativo.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Qual è la differenza tra “ho” e “o”?

Ciao a tutti!

Anche se può sembrare strano, non sono pochi gli italiani – anche stranieri – che sbagliano nel coniugare il verbo avere, e finiscono per scrivere la congiunzione “o”: io o fatto (io ho fatto), ti o detto (ti ho detto), o paura (ho paura) e così via. Secondo me, questo succede per distrazione, considerando che la lettera h non ha suono, oppure perché non si conosco bene le regole dell’ortografia italiana. Qualche settimana fa, ho dedicato un intero post alla lettera h, quindi vi consiglio di leggerlo.

Adesso vediamo alcuni usi della congiunzione “o”, senza approfondire, però, la sua funzione all’interno della frase:

a) Carlo, è prendere o lasciare, devi decidere.
b) O la va o la spacca. (proverbio)
c) La sera o leggo o guardo la TV.
d) Vuoi la frutta o il dolce?
e) Vuoi andare al cinema o sei stanca?
f) Stai zitto, o me la pagherai!

Per quanto riguarda il verbo avere, dovete assolutamente impararne (memorizzare) la coniugazione, soprattutto al presente:

io ho – la grafia è ho e non o!
tu hai – la grafia è hai e non ai!
lui ha – la grafia è ha e non a!
noi abbiamo
voi avete
loro hanno – la grafia è hanno e non anno!

Altri esempi:

a) Nelle prossime vacanze, vorrei andare o in Brasile o negli Stati Uniti.

b) Ho avuto molti problemi con il mio ex: o l’accettavo o lo lasciavo.; l’ho lasciato!

ho, ha, hai e hanno sono le voci del verbo avere al presente che devono essere scritte con la lettera H davanti. Per ulteriori informazioni sulla lettera H, leggete il post Parliamo della lettera H!

Nel nostro prossimo post, studieremo la congiunzione “o”, nonché “ovvero” e “oppure”, più dettagliatamente.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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