Video lezione: la particella CI come pronome dimostrativo

pronomi dimostrativo

Ciao a tutti!

Nella nostra video-lezione studieremo un altro aspetto della particella CI come pronome dimostrativo che sostituisce nella frase “a ciò, a questo”, “in ciò, in questo”, “su ciò, su questo”. Quindi, dobbiamo usare la particella “ci” con i verbi retti dalle preposizioni asu in, come pensare acredere in/acontare suscommettere su, riuscire a, ecc.:

– Amore, hai pensato a quello che ti detto?

– Sì, ci ho pensato tutta la giornata!

pensare a questo, a ciò.
– Ma tu credi a quello che dice lui?

– Sì, ci credo.

credere a questo, a ciò.
– Scommetterei su quel cavallo?

– Certo che ci scommetterò.

scommettere su questo, su ciò

Attenzione!

Credere in = essere sicuro dell’esistenza di qualcuno o qualcosa.: credere in Dio; credere in un’altra vita. Oppure avere fiducia in qualcuno: credo in te, ce la farai; dobbiamo credere nella giustizia. 

Credere a = prestare fededare credito a qualcuno o a qualcosa: è un ingenuo, crede a tutto quello che gli dicono. Ritenere che qualcosa che sia stata detta da qualcuno è vera: ho creduto alle sue parole.

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Arrivederci e buona lezione!

Claudia Valeria Lopes

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La particella CI con funzione avverbiale

Ciao a tutti!

Nella nostra nuova video lezione studieremo la particella CI con funzione avverbiale (avverbio di luogo).

La particella “ci” funge da avverbio quando usata con verbi di stato o di moto, come andare, venire, essere, restare, rimanere:
– Vai spesso a Parigi?
– Sì, ci vado due volte all’anno.
andare – verbo di moto Ci = in quel luogo

– Vieni in Italia l’inverno prossimo?
– Sì, ci vengo.
venire – verbo di moto Ci = qui, in questo luogo

– Andiamo al cinema stasera?
– Sì, ci andiamo (andiamoci!)
andare – verbo di moto Ci = in quel luogo

– Quanto tempo rimarrete in Italia?
– Ci rimarremo tre settimane.
rimanere – verbo di stato Ci = qui, in questo luogo; in quel luogo

– È a casa Carlo?
– Sì, c‘è [ci + è]*.
essere – verbo di stato Ci = qui, in questo luogo; in quel luogo

*qui non si tratta del verbo “esserci“.

– Tu conosci bene quel posto?
– Sì, ci vado spesso.
andare – verbo di moto Ci = in quel luogo

Buono studio e alla prossima!

Claudia Valeria Lopes

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La particella ci (vi) – seconda e ultima puntata

particella-2

Ciao, ragazzi!

Nel nostro post precedente, abbiamo visto alcune delle tante sfaccettature che può assumere la piccola particella multiuso “ci”. Se non avete avuto il tempo di leggerlo, vi chiedo gentilmente di farlo, in modo che possiate capire bene il nostro post di oggi. Comunque, facciamo un piccolo ripasso:

Ci con valore avverbiale – vai spesso a Roma? Ci vado due volte all’anno; vieni tutti i giorni in palestra? No, ci vengo tre volte alla settimana.;

Ci come complemento indiretto – hai parlato con tuo marito? Sì, ci ho parlato stamattina; posso contare su di loro, se avrò bisogno? Certo che ci puoi contare.;

Ci che funge da pronome dimostrativo – Anna, hai pensato a quello che ti ho detto? Sì, certo che ci ho pensato.

Adesso cercheremo di capire e interiorizzare altri usi della nostra, ormai conosciuta, particella “ci”, che, inoltre, viene usata con i verbi vedere e sentire:

vederci – Possiamo cambiare posto? Da qui non ci vedo nulla! Magari ho bisogno di un paio di occhiali nuovi.
sentirci – Perché il nonno ascolta la radio a tutto volume?
– Perché non ci sente molto bene.

Attenzione! I verbi sentire e vedere, quando non accompagnati da “ci”, cambiano significato e hanno bisogno del complemento oggetto:

– Dalla finestra del salotto vedo un bel bosco;
– Vedo che ti sei ripresa dal raffreddore;
– Hai sentito questo rumore?
– Sento che non andrò bene all’esame di fisica domani.

Quindi, la particella “ci”, alla fine dei verbi sopra indicati, cambia il loro significato e indica che siamo in grado di sentire e vedere in modo assoluto oppure in una situazione specifica:

– Ho cambiato occhiali e non ci vedo nulla lo stesso!
– Non ci vedo più dalla fame! Vado a mangiare un panino.
– Perché gridi sempre? Ci sento bene!
– Da qui non ci sento molto bene. Mi puoi alzare il volume della TV?

Infine, abbiamo i verbi volerci e metterci e l’espressione mettercela tutta:

volerci
essere necessario, opportuno – *ci vuole/ci vogliono/ci sono voluti/ci sono volute
– Quante ore ci vogliono in aereo da Boston a Parigi?

– Scusami, quanto ci vuole per finire questo film?

– Per comprare una casa ci vogliono tanti soldi.

Ci sono volute tre ore per finire l’esame di letteratura.

Ci sono voluti tanti sacrifici per finire di pagare la casa.

 

metterci
impiegare (riferito anche al tempo trascorso)
– Quante ore ci metti in macchina da Bologna a Roma?

Ci metto, di solito, 3 ore.

*ci ho messo, ci hai messo, ci ha messo, ci abbiamo messo, ci avete messo, ci hanno messo. PS.: Non usate la forma tronca “c’ho messo, c’hai messo, ecc., poiché considerata sbagliata. – Quanto ci avete messo per arrivare a casa mia?

Ci abbiamo messo 40 minuti.

 

mettercela tutta (dare un contributo personale, dedicarsi, impegnarsi a fondo, fare il possibile) – Dai, metticela tutta! Vedrai che ce la fai a superare l’esame!

– Sì, ce la metterò tutta!

Anche i verbi volere e mettere quandro transitivi e non accompagnati da “ci”, cambiano significato e hanno bisogno del complemento oggetto:

– Vorremo una macchina nuova, ma non abbiamo soldi per comprarla.
– Ho messo tutti i libri nello scaffale.

PS.: per motivi fonetici e stilistici, si può usare “vi” al posto di “ci”:

Claudia è a casa? Sì, c‘è/v‘è.

Ci sono/vi sono molti tipi di pasta in Italia

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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La particella ci (vi) – prima puntata

particella_1

Ciao a tutti!

Il nostro post di oggi tratta un argomento che porta non pochi problemi agli stranieri che studiano la lingua italiana, cioè, la particella “ci” (vi è ormai più raro rispetto a ci), che può avere svariate funzioni. Tuttavia, in questo post, non parleremo della particella “ne“, per cui vi chiedo di concentrarvi soltanto su un argomento alla volta.

Adesso cerchiamo di capire, attraverso gli esempi, alcuni dei tanti usi della particella “ci”. Inoltre, abbiamo deciso di dividere il post in due “puntate” per non riempirvi d’informazione, va bene? Questa è la prima, quindi mettetevi comodi!

A) valore avverbiale – la particella “ci” funge da avverbio quando usata con verbi di stato di moto, come andarevenireessererestarerimanere:

– Vai spesso a Parigi?

– Sì, ci vado due volte all’anno.

andare – verbo di moto

Ci = in quel luogo
– Vieni in Italia l’inverno prossimo?

– Sì, ci vengo.

venire – verbo di moto

Ci = qui, in questo luogo
– Andiamo al cinema stasera?

– Ci andiamo.

andare – verbo di moto

Ci = in quel luogo
– Quanto tempo rimarrete in Italia?

– Ci rimarremo tre settimane.

rimanere – verbo di stato

Ci = qui, in questo luogo; in quel luogo
– È a casa Carlo?

– Sì, c‘è [ci + è]*.

essere – verbo di stato

Ci = qui, in questo luogo; in quel luogo
– Tu conosci bene quel posto?

– Sì, ci vado spesso.

andare – verbo di moto

Ci = in quel luogo

*qui non si tratta del verbo “esserci“.

B) complemento indiretto – la particella “ci” sostituisce “con lui, con lei, con loro” oppure “su di lui, su di lei, su di loro”:

– Hai parlato con lui?

– Sì, ci ho parlato ieri.

parlare con qlcu.
– Lavori con Francesca?

– Sì, ci lavoro.

lavorare con qlcu.
– Posso contare su di te?

– Certo che ci puoi contare!

fare affidamento su qlcu. o qlco.; confidare su

c) Pronome dimostrativo – sostituisce nella frase “a ciò, a questo”, “in ciò, in questo”, “su ciò, su questo”. Quindi, dobbiamo usare la particella “ci” con i verbi retti dalle preposizioni asu in, come pensare acredere in/acontare suscommettere su, riuscire a:

– Amore, hai pensato a quello che ti detto?

– Sì, ci ho pensato tutta la giornata!

pensare a questo, a ciò.
– Ma tu credi a quello che dice lui?

– Sì, ci credo.

credere a questo, a ciò.
– Scommetterai su quel cavallo?

– Certo che ci scommetterò.

scommettere su questo, su ciò
– Credete in Dio?

– Sì, ci crediamo.

credere in questo, in ciò
– Sei riuscito a finire il compito per domani?

– Sì, ci sono riuscito.

riuscire a fare questo, ciò

Attenzione!

Credere in = essere sicuro dell’esistenza di qlcu. o qlco.: credere in Dio; 

Credere a = dare credito a qlcu. o a qlco.: è un ingenuo, crede a tutto quello che gli dicono.

dicionario

Se avete letto con attenzione il post di oggi, vi siete accorti, sicuramente, che è molto importante sapere se il verbo che stiamo adoperando è transitivo o intransitivo, se richiede complemento, da quale (o da quali) preposizione è retto, e così via. Abituatevi a usare il vecchio e buon dizionario cartaceo e non soltanto quelli disponibili sulla rete o i traduttori automatici. Sapere che il verbo parlare, tra l’altro, è retto dalle preposizioni dicon e a vi aiuterà a capire quali delle due particelle usare, cioè: “ci” o “ne”?

 Esempi: 

– Hai parlato con Anna oggi?

– No, non ci ho parlato.

– É vero che tutti parlano di Francesco?

– Sì, è vero. Ormai tutti ne parlano.

 

– Parlerai ai tuoi amici?

– Sì, ci parlerò oggi.

 

Claudia V.Lopes

Arrivederci e alla prossima puntata! 

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