Parlare e dire: qual è la differenza?

Parlare e dire

Ciao a tutti! Come va?

Oggi parleremo di due verbi che causano non poche confusioni agli studenti non italofoni che studiano la lingua italiana: parlare e dire, che non sono sinonimi come accade spesso in alcune lingue neolatine. Se farete una piccola ricerca su qualsiasi dizionario monolingue d’italiano, troverete tantissimi significati e usi diversi del verbo “parlare”, di cui elenchiamo alcuni:

1 – Esprimersi con la voce articolando i suoni in modo compiuto: è piccolina, ma parla già così bene; Anna era così emozionata, che non riusciva a parlare; cerca di parlare in modo corretto; parlare in modo sgarbato, forbito.

2 – Comunicare per mezzo del linguaggio, esprimere i pensieri e i sentimenti attraverso le parole: posso cominciare a parlare?; mentre parlo, non mi interrompa!; perché parli senza riflettere?;

3 – Rivolgersi a qualcuno: mi hai sentito? Sto parlando con te!;

4 – Conversare, avere un colloquio con qualcuno: sono stata tutta la sera a palare con Anna; avrei bisogno di parlarti al più presto;

5 – Senso figurato: di cosa, essere particolarmente espressivo: i tuoi occhi parlano; suscitare determinati sentimenti: lei è una persona che parla al cuore della gente, ecc.; di cose, sentimenti, idee e sim., manifestarsi con fatti o con parole: lasciar parlare la coscienza.

Alcune espressioni con il vocabolo “parlare”

Parliamo d’altro? Cambiamo discorso?
I fatti parlano da soli. Non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni.
Non se ne parla neanche! Nemmeno per idea!
Non si parlano più. Hanno litigato/non si rivolgono più la parola.
Parlare a braccio, a braccia. Parlare senza l’aiuto di un testo scritto, improvvisando.
Parlare del più e del meno. Parlare di argomenti diversi e poco importanti.
Se ne parla in giro. È un fatto di cui tutti parlano.
Bada a come parli. Attento a quello che dici.

Adesso faremo un piccolo elenco dei principali significati e usi del verbo “dire“, che, come vedrete, è molto diverso dal verbo “parlare”:

1 – Comunicare a parole (cioè per mezzo del palare), enunciare: posso dirti una cosa?ha parlato per ore e ore e alla fine non ha detto nientedevi dire tutto quello che sai;

2 – Dichiarare, esporre: non ho più nulla da dirti; spiegare, dimostrare: fatti di dire come dobbiamo risolvere il problema; descrivere: dimmi com’è la tua stanzetta;

3 – Raccontare, trattare: mi puoi dire quello che hai fatto?; mi hai detto una bugia, per caso?;

4 – Affermare; dico che è ora di prendere una decisione; intendere: quella ragazza, dico, non quell’altra; riferire: per favore, non dirlo a nessuno;

5 – Esprimere: come si dice “casa” in tedesco?; essere grammaticalmente corretto; non si dice “se io avrei”; essere conveniente: questo non si dice!

Alcune espressioni con il vocabolo “dire”

Dire di sì, di no. Affermare, negare.
Vuole sempre dire la sua intervenire, mettere bocca
Per meglio dire per essere più precisi
È tutto dire! Non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni
Dire la Messa. Celebrarla.
Aver da dire, a che dire con qualcuno. Avere ragioni di diverbio.
Non faccio per dire. Faccio sul serio.
Dirla lunga su qualcosa o qualcuno, Significare molto.

Arrivederci e buono studio!

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Esercizio musicale – Malika Ayene

Malika

(credito immagine – Youtube)

Ciao a tutti!

Oggi studieremo il futuro semplice e il presente indicativo attraverso questa bellissima canzone chiamata La prima cosa bella, interpretata da Malika Ayene. Quindi vi proponiamo un esercizio di ascolto molto semplice e piacevole: abbiamo cancellato alcune parole dal testo della canzone, per cui vi chiediamo di sentirla almeno due volte prima di incominciare l’attività, va bene? Alla fine, quando sarete sicuri di quello che avete scritto, potete controllare le parole originali in fondo al post.

Malika Ayane (Milano, 31 gennaio 1984) è una cantautrice, speaker radiofonica e conduttrice televisiva italiana.

Indicativo presente dei verbi regolari

Amare Prendere Partire
io amo io prendo io parto
tu ami tu prendi tu parti
lui/lei ama lui/lei prende lui/lei parte
noi amiamo noi prendiamo noi partiamo
voi amate voi prendete voi partite
loro amano loro prendono Loro partono
Presente - indica che qualcosa succede nel momento in cui si parla oppure che qualcosa accade abitualmente:

- Cosa fai?
- Leggo.

- Ogni giorno Federico va al corso di italiano.

Presente storico - indica azioni che avvengono nel momento in cui si parla, poiché il suo uso dà loro maggiore vivacità: 

Bonaparte non esita; ordina alla cavalleria di spostarsi sulla destra e il nemico è bloccato. 

 Futuro semplice indicativo – verbi regolari 

Amare Prendere Partire
io amerò Io prenderò io partirò
tu amerai tu prenderai tu partirai
lui/lei amerà lui/lei prenderà lui/lei partirà
noi ameremo noi prenderemo noi partiremo
voi amerete voi prenderete voi partirete
loro ameranno loro prenderanno Loro partiranno
Futuro semplice indicativo - indica qualcosa che deve ancora avvenire:

- Domani andremo al mare.
- Laura arriverà tra cinque minuti. 

Ora di lavorare!

Stampate il testo della canzone e ascoltatela almeno due volte prima di scrivere le parole mancanti negli spazi. Fateci sapere nei commenti se vi siete trovati bene con questo tipo di attività e se ne volete altre. Buon lavoro!

La prima cosa bella

Ho preso la chitarra
e  _______________ per te
il tempo di imparare
non l’ho e non _______________ suonare
ma _______________ per te.
La _______________ questa voce
chi _______________ è il mio cuore
amore amore amore
è quello che ________ dire
ma tu mi __________
I prati sono in fiore
_______________ anche tu
_______________voglia di morire
non posso più cantare
non _______________ di più
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane, sei tu.
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
sempre più
La ____________ questa voce
chi ____________ è il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
La _______________ questa voce
chi _______________ è il mio cuore
Ho preso la chitarra e suono per te
amore amore amore.

Le parole originali

 Ho preso la chitarra
e suono per te
il tempo di imparare
non l’ho e non so suonare
ma suono per te.
La senti questa voce
chi canta è il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
I prati sono in fiore
profumi anche tu
ho voglia di morire
non posso più cantare
non chiedo di più
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane, sei tu.
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
sempre più
La senti questa voce
chi canta e` il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
I prati sono in fiore…
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore innamorato sempre più
La senti questa voce
chi canta è  il mio cuore
amore amore amore
è quello che so dire
ma tu mi capirai
ma tu mi capirai.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

Scena di vita quotidiana – dalla parrucchiera

Ciao, ragazzi!

Nel nostro post precedente abbiamo visto che cosa dobbiamo fare se ci troviamo all’aeroporto, come facciamo il check-in, come ritiriamo i biglietti per imbarcare, ecc. Oggi faremo un giro dalla parrucchiera e impareremo a chiedere, per esempio, quanto costa fare il taglio, il colore, la piega, nonché alcuni termini utili che possiamo usare in queste situazioni. Siete pronti?

Ascolta il podcast alla fine del testo!

Anna e Francesca hanno deciso di farsi tagliare i capelli e di cambiare il colore, pertanto cercano su Internet il parrucchiere più vicino a casa loro.

Anna – Ecco! Ne ho trovato uno a una decina di minuti da qui in macchina.
Francesca – Come si chiama?
Anna – New Stile, e sembra che i prezzi siano convenienti. Adesso chiamo e chiedo se è possibile prenotare un orario di pomeriggio.
Francesca – Va bene, chiama.

Chiamata in corso…

Parrucchiera – New Stile, buon giorno!
Anna – Buongiorno! Mi chiamo Anna Rossi e vorrei prenotare per due persone.
Parrucchiera – Di quale trattamento avete bisogno?
Anna – Vorremmo fare il taglio e il colore.
Parrucchiera – Un momento, guardo sull’agenda. Per oggi pomeriggio ci sono due orari disponibili, dalle 15 alle 16 e dalle 16 alle 17.
Anna – Va benissimo! Li può prenotare, per cortesia.
Parrucchiera – Quindi vi aspetto alle 15, arrivederci!
Anna – Arrivederci!

parrucchiera lavaggio

Più tardi dalla parrucchiera

Anna e Francesca – Salve, siamo Anna e Francesca, abbiamo chiamato sta mattina per un appuntamento.
Parrucchiera – Salve! Vi stavo aspettando, accomodatevi. Chi è la prima?
Francesca – Io, grazie.
Parrucchiera – Che cosa vorrebbe fare?
Francesca – Il taglio, il colore e la piega.
Parrucchiera – Quanto corti li vuole?
Francesca – Non molto, magari solo spuntati.
Parrucchiera – E per il colore?
Francesca – Sinceramente, vorrei fare dei colpi di sole.
Parrucchiera – Quindi: il taglio, i colpi di sole e la piega?
Francesca – Esattamente, quando viene il tutto?
Parrucchiera – € 90.

Vocabolario e frasi utili:

vorrei tagliarmi i capelli, per favore
devo prenotare?
può tagliarmeli ora?
vuole prendere un appuntamento?
vuole che glieli lavi?
come vuole che glieli tagli?
vorrei …
una spuntata
un taglio nuovo
una permanente
una frangetta
dei colpi di sole
una tinta
solo il taglio, per favore
quanto corti li vuole?
non troppo corti
abbastanza corti
molto corti
completamente rasati

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Verbo “fare”: il jolly della lingua italiana

 

il verbo fare

Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi parleremo dell’uso eccessivo che si fa del verbo “fare” sia nel parlato sia nello scritto. La lingua italiana s’impoverisce ogni giorno che passa, poiché viene usato un numero illimitato di vocaboli ai danni di tanti altri che servirebbero a arricchire il nostro vocabolario. E non stiamo parlando soltanto degli stranieri, ma, soprattutto, degli italiani.

Il verbo fare è uno di quei verbi considerati jolly della lingua italiana, che assume svariate funzioni e va bene dappertutto. Infatti, lo si preferisce al posto di innumerevoli verbi molto più adatti e corretti dal punto di vista semantico e grammaticale.

Ecco l’elenco (NON ESAUSTIVO) di alcune espressioni comuni con il verbo “fare” con accanto la forma considerata più corretta:

1) fare la cena = preparare/cucinare la cena

Dobbiamo preparare/cucinare la cena per venticinque persone.

2) fare il tema di italiano – svolgere il tema di italiano

Gli studenti hanno svolto il tema di italiano.

3) fare la strada – percorrere la strada

Per arrivare a casa mia, dobbiamo percorre tutta quella strada!

4) fare il/un contratto – stipulare il/un contrato

Hai già stipulato il contrato per i nuovi abbonati?

5) fare attenzione – prestare attenzione

Ragazzi, prestate attenzione alle spiegazioni!

6) fare pietà – suscitare pietà

Gli animali abbandonati durante le vacanze estive suscitano pietà.

7) fare i compiti – eseguire i compiti

Anna, hai già eseguito i compiti?

8)  fare l’esame – sostenere l’esame

Mio fratello ha sostenuto l’esame di maturità l’anno scorso.

9) fare la/una lezione – tenere la/una lezione

Ieri sera ho tenuto una bellissima lezione di lingua italiana.

10) Fare una buona azione – compiere una buona azione

Compiere delle buone azioni ci fa crescere come essere umani.

Altri usi particolari del verbo “fare”:

1) creare:

Dio fece il mondo in sette giorni.

2) procreare, generare; produrre:

Carla ha fatto tre figli; il pero non fa più frutti da tanti anni; 

3) realizzare, fabbricare; costruire:

Francesco fa mobili bellissimi.

4) credere, pensare:

Ti facevo ormai a Parigi! Cos’è successo?

Lo facevo più furbo.

5) emettere, versare:

Il bambino ha fatto molto sangue dal naso.

6) raccogliere, mettere insieme:

Dobbiamo fare tanti soldi per andare in Brasile.

7) esercitare un’arte, una professione, un mestiere:

Fare l’avvocato, la maestra, il falegname.

coruja

Espressioni idiomatiche con il verbo “fare”

1) Mia sorella ci sa fare (è brava) con il pianoforte.

2) Non farci caso (non badarci), vedrai che tutto si rimetterà a posto.

3) Con il mio ex non ho più niente a che fare (non ho più alcun rapporto).

4) Non posso fare a meno di te (non posso rinunciare a te).

5) Se vuoi superare l’esame, devi darti da fare (lavorare/studiare duramente, sodo).

6) Dopo tanti sacrifici, ce l’ho fatta (Ci sono riuscita)! Mi sono trovata un bel lavoro. 

7) Questa volta l’hai fatta grossa (hai combinato un grande guaio).

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Alcune espressioni e locuzioni con il vocabolo “cuore”

cuore

Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi, parleremo del vocabolo “cuore”, che deriva dal latino r, ma anche di alcune locuzioni ed espressioni in cui esso viene usato.

Il cuore, anatomicamente parlando, “è un organo muscolare cavo a forma di cono, situato nella parte mediana della cavità toracica con l’apice rivolto a sinistra, le cui contrazioni pompano il sangue nell’apparato circolatorio”, per cui ci sono espressioni come:

i battiti del cuorequando l’ho visto, mi si sono accelerati e battiti del cuore; il medico controlla i battiti del cuore del paziente;

le malattie del cuore le malattie del cuore più frequenti sono: aritmie, ictus, arteriosclerosi, infarto, angina pectoris;

trapianto del cuoreil trapianto del cuore è la sostituzione di un cuore malato con uno sano prelevato da un donatore.

Il diminutivo di cuore è “cuoricino“, termine molto usato dalle mamme per rivolgersi ai propri figli.

cuore 3

Il cuore indica anche la parte sinistra del petto, perciò portiamo spesso la mano al cuore, quando parliamo di qualcosa che ci fa emozionare in modo particolare, e quindi stringiamo qualcuno al cuore, al petto.

Il cuore è anche la sede dei nostri affetti, sentimenti ed emozioni, in poche parole, la parte più intima del nostro animo, perciò esistono tante espressioni a riguardo:

avere o non avere il cuore – essere, non essere buono e generoso;

avere un cuore di pietra, di sasso, di ghiaccio – essere spietato, insensibile.

Quando facciamo qualcosa di cui siamo veramente fieri, sovente diciamo “questo l’ho fatto col cuore“, “mi è venuto dal cuore“. Tuttavia se feriamo qualcuno a cui vogliamo bene, ci sentiremo dire, con molta probabilità: “tu mi hai spezzato il cuore“, nel senso che gli/le abbiamo provocato un grave dolore.

cuore 1

E quando ci confidiamo con un’amica, oppure un amico, le/gli apriamo letteralmente il cuore, raccontiamo i nostri segreti, le nostre più intime impressioni: un vero amico sa leggerci nel cuore se siamo tristi, allegri, pensierosi. Succede a volte che qualcuno ci tocca il cuore con delle belle parole e ci fa commuovere fino alle lacrime, e di solito sono proprio quelle persone che ci prendono a cuore.

Altre espressioni:

avere il cuore grande come una casa – essere molto generosi.

mettersi il cuore in pace – tranquillizzarsi definitivamente.

affari, problemi, pene di cuore – problemi d’amore

rubare il cuore a qualcuno – fare innamorare di sé

donare il cuore – dare il proprio cuore

parlare a cuore aperto – parlare con sincerità.

Grazie di cuore per aver letto questo testo!

Claudia V. Lopes

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Scrittura unita o separata – seconda parte

scrittura separata unita_due

Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi, conosceremo altri particolari sulla scrittura unita o separata di alcune parole della lingua italiana. Spero che abbiate avuto modo di leggere il post precedente!

Ecco alcune parole che devono essere scritte SEMPRE separate. Quindi fate attenzione!

a) al di sopra (di)/al disopra (di) – locuzione avverbiale:

– Era un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

"disopra" è la forma graficamente unita della locuzione avverbiale "di sopra", con il significato del semplice "sopra":

- Vado un momento disopra/sopra a prendere dei libri.

b) al di sotto (al disotto):

– L’Europa non riesce a competere sul piano mondiale e la nostra attuale fetta di mercato del 25 per cento è al di sotto delle aspettative.

"disotto" è la forma graficamente unita della locuzione avverbiale "di sotto", con il significa del semplice "sotto":

- Vado disotto a prendere delle bottiglie di acqua frizante.

c) all’incirca – avverbio:

– Queste casse peseranno all’incirca cinque quintali.

Sinonimi: circa, approssimativamente, più o meno.

d) d’accordo – locuzione prepositiva:

– Vorrei soltanto andare d’accordo con te.

– Adesso vanno d’amore e d’accordo, prima litigavano sempre.

"d'accordo" nelle risposte:

- Quindi andiamo al cinema stasera?
- D'accordo! (sì; certamente)

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Il vocabolo “oltre” come avverbio

vocabolo-oltre

Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi, impareremo alcuni usi del vocabolo oltre come avverbio, che significa più là (o più qua) di un certo limite spaziale, temporale o ideale; più avanti e può essere adoperato:

a) Con i verbi di moto “andare, passare, proseguire, ecc.”:

– È necessario andare oltre i pregiudizi;

– Andando oltre nella lettura, il libro cominciò a piacermi;

– I ragazzi si erano fermati per la stanchezza, le ragazze, invece, avevano proseguito oltre.

– Ieri avevo fretta e sono passata oltre senza fermarmi da Anna.

 b) Anche in senso figurato con significato di oltrepassare i limiti giusti, del conveniente:

– Se continui a comportarti così, non andrai molto oltre;

– Temo di essere andata troppo oltre nei suoi confronti.

c) Con valore temporale, in frasi negative, “più, di più per altro tempo ancora”:

– Grazie dell’invito, ma non vorrei abusare oltre della vostra pazienza e disponibilità;

– Che cosa hai deciso riguardo alla proposta di lavoro?
– Ho deciso di non aspettare oltre, domani mattina gli darò la mia disponibilità.

– Non ti affaticare oltre con l’organizzazione della casa, tanto è inutile! Fra poco arrivano i bambini e mettono tutto sottosopra.

– L’opera di restauro della chiesa del paesino durerà un anno e oltre.

d) Con il significato di “essere oltre, molto oltre”,  cioè “essere avanzato”:

– La piccola Francesca è molto oltre nell’apprendere riguardo agli altri bambini.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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