Il vocabolo “oltre” come avverbio

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Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi, impareremo alcuni usi del vocabolo oltre come avverbio, che significa più là (o più qua) di un certo limite spaziale, temporale o ideale; più avanti e può essere adoperato:

a) Con i verbi di moto “andare, passare, proseguire, ecc.”:

– È necessario andare oltre i pregiudizi;

– Andando oltre nella lettura, il libro cominciò a piacermi;

– I ragazzi si erano fermati per la stanchezza, le ragazze, invece, avevano proseguito oltre.

– Ieri avevo fretta e sono passata oltre senza fermarmi da Anna.

 b) Anche in senso figurato con significato di oltrepassare i limiti giusti, del conveniente:

– Se continui a comportarti così, non andrai molto oltre;

– Temo di essere andata troppo oltre nei suoi confronti.

c) Con valore temporale, in frasi negative, “più, di più per altro tempo ancora”:

– Grazie dell’invito, ma non vorrei abusare oltre della vostra pazienza e disponibilità;

– Che cosa hai deciso riguardo alla proposta di lavoro?
– Ho deciso di non aspettare oltre, domani mattina gli darò la mia disponibilità.

– Non ti affaticare oltre con l’organizzazione della casa, tanto è inutile! Fra poco arrivano i bambini e mettono tutto sottosopra.

– L’opera di restauro della chiesa del paesino durerà un anno e oltre.

d) Con il significato di “essere oltre, molto oltre”,  cioè “essere avanzato”:

– La piccola Francesca è molto oltre nell’apprendere riguardo agli altri bambini.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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I tortellini – un’eccellenza tutta italiana!

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Ciao ragazzi!

Oggi parleremo di una pasta alimentare tipica dell’Emilia-Romagna e zone limitrofe: il tortellino [diminutivo di tortello] -, usato solitamente al plurale, cioè tortellini.

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I tortellini sono piccoli fagottini all’uovo farciti, che hanno l’aspetto di un minuscolo cappello medievale, molto simile, per la forma, ai cappelletti ma diversi per quanto riguarda il ripieno. Per ottenere questa forma speciale, è necessario tagliare la pasta sfoglia (o sfogliata) molto sottile, in quadratini di circa 2,5 cm di lato, anche se, in altre regioni, essa possa essere tagliata in tondo.

Al centro dei quadratini dobbiamo mettere il ripieno fatto d’ingredienti vari secondo la località (carne, ricotta, prosciutto, bresaola ecc.), poi piegare la pasta a triangolo, arrotondandola in modo che le due estremità coincidano.

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Anche se possiamo trovare la pasta sfoglia in qualsiasi supermercato, ci sono ancora tante persone che preferiscono farla a casa, tirandola con il mattarello, dalla quale si possono ricavare anche le tagliatelle, i tagliolini, la lasagna, i ravioli, ecc.

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I tortellini vanno prevalentemente consumati in brodo, ma sovente vanno serviti anche asciutti (con il ragù, con il burro, con il pomodoro) o in pasticcio.

Ecco come prepare i tortellini bolognesi!

Buon appetito!

Claudia Valeria Lopes

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Alcune espressioni e locuzioni con il vocabolo “medico”

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Ciao a tutti!

Nel nostro post di oggi parleremo del vocabolo “medico”, che deriva dal latino medĭcu(m), deriv. di medēri, cioè “curare, soccorrere”, ma anche di alcune locuzioni ed espressioni in cui esso viene usato.

Un medico è la persona che professa la medicina dopo aver conseguito il titolo accademico e l’abilitazione all’esercizio della professione, quindi farà il medico ed anche parte dell’albo/ordine dei medici.  Il peggiorativo di medico è medicuccio, mediconzolo, medicaccio, ecc..

Tra l’altro, il vocabolo medico può anche essere adoperato come aggettivo (fem. –a; pl.m. –ci, pl.f –che), che riguarda, appunto, la medicinapratiche mediche, cure mediche:

 “(…) Alcune delle pratiche mediche utilizzate in passato farebbero rabbrividire chiunque. Oggi ci lamentiamo per un mal di denti?”
(fonte – curiosone.tv)

“Lo straniero può ottenere uno specifico visto di ingresso e relativo permesso di soggiorno per cure mediche.” 
(fonte – poliziadellostato.it)

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(crediti – web)

Quando ci ammaliamo o ci sentiamo poco bene, dobbiamo farsi visitare da un medico, pertanto chiamiamo il nostro medico di famiglia e fissiamo un appuntamento per un consulto medico, denominato anche visita medica. Se oltre le cure mediche, avremo bisogno di qualche giorno di riposo, possiamo chiedergli un certificato medico da consegnare al nostro datore di lavoro.

Ma quali sono i tipi di medici che possiamo trovare nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale italiano che prestano la prima assistenza in caso di malattia o emergenza?

Male nurse pushing stretcher gurney bed in hospital corridor with male & female doctors & nurses & senior female patient in a wheelchair

(crediti – insalutenews)

medico di casa, di famiglia, di base, di fiducia, di assistenza primaria – quello che presta il primo livello di assistenza sul territorio italiano;
medico curante – quello che ha in cura un paziente;
medico consulente – quello chiamato per un consulto;
medico generico, non specialista, detto anche internista – quello che si occupa della visione globale del malato;
medico fiscale – quello che ha il dovere di verificare le condizioni fisiche del paziente e di analizzare la patologia riportata all’interno del documento di malattia. La visita fiscale è un accertamento predisposto dal datore di lavoro, dall’INPS o dalla A.S.L. per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente assente per malattia.
medico ospedaliero – quello che presta servizio in un ospedale;
medico primario o semplicemente primario – quello che ha la direzione di un reparto ospedaliero;
medico di guardia – il sanitario che, in un posto di pronto soccorso o in un reparto ospedaliero, è addetto all’assistenza medica durante il turno obbligatorio di guardia;
ecc.

In senso figurato, il medico è anche la persona o cosa che può portare rimedio a mali fisici o morali, perciò si dice spesso “medico dell’anima” e “il tempo è un gran medico“.

Le forme femminili “medica” o “medichessa” sono dell’uso antico, scherzoso e spregiativo. Nell’uso ufficiale, il maschile “medico” è riferito anche a una donna che ne eserciti la professione:

Anna è un medico generico.
Carlo è un medico primario.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Informazioni utili sul permesso di soggiorno

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Ciao a tutti! Il testo che leggerete adesso è stato tratto dal sito della Polizia di Stato, che è una delle cinque forze di polizia italiane, direttamente dipendente dal Dipartimento della pubblica sicurezza, del Ministero dell’Interno. La Polizia di Stato autorità nazionale di pubblica sicurezza e vigila sul mantenimento dell’ordine pubblico. (Informazioni – Wikipedia)

Se avete intenzione di soggiornare in Italia è molto importante che teniate conto delle informazioni riguardo al rilascio, appunto, del permesso di soggiorno. Allora, leggete il testo con attenzione e cercate di rispondere alle domande proposte. Troverete anche un glossario commentato alla fine.

Il rilascio del permesso di soggiorno

“Gli stranieri che intendono soggiornare in Italia, per più di tre mesi, devono richiedere il permesso di soggiorno.

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(crediti immagine – liguriya.com)

Il permesso di soggiorno consente agli stranieri e agli apolidi presenti sul territorio dello Stato di rimanere in Italia, alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa vigente.

Chi arriva in Italia per la prima volta ha otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato per chiedere il permesso di soggiorno e deve essere richiesto al questore della provincia in cui lo straniero intende soggiornare, in determinate ipotesi anche tramite gli uffici postali abilitati.

La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto d’ingresso.

Il permesso di soggiorno è rilasciato dalla questura in cui abita lo straniero, previo accertamento della sua identità personale, e contiene oltre ai dati anagrafici e l’immagine del volto, anche le impronte digitali del titolare. Ha caratteristiche tali da garantire maggiori standard di sicurezza nei termini di riconoscibilità del titolare e di falsificabilità del titolo.

Il permesso di soggiorno elettronico è stato adottato a decorrere dall’11 dicembre 2006 ed è stato attribuito all’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato il compito di produrre e attivare il documento, previa acquisizione dei dati concernenti l’identificazione del richiedente da parte delle questure.

Il documento consiste in una smart card, resistente all’usura (a tal fine i dati stampati sono protetti da una sottile pellicola trasparente, che é applicata su entrambi i lati in fase di produzione) e riporta:

  • le generalità del titolare;
  • la foto del titolare;
  • il numero del documento;
  • la tipologia del documento;
  • la data di emissione e di validità dello stesso;
  • e generalità dei figli;
  • il codice fiscale;
  • il motivo del soggiorno.

Glossario commentato:

1) soggiornare = Fare soggiorno; dimorare, trattenersi per un tempo più o meno lungo in uno stesso luogo

2) permesso di soggiorno = Il permesso di soggiorno, nell’ambito del diritto amministrativo italiano, è un’autorizzazione, rilasciata dalla Polizia di Stato, che deve essere richiesta dai soggetti extracomunitari per poter soggiornare nel paese per più di otto giorni, ovvero di novanta giorni se in possesso di visto d’ingresso per motivi di turismo. Non è richiesto per i cittadini di altri stati facenti parte dell’Unione europea. (wikipedia)

3) apolide – persona che, avendo perduto la cittadinanza di origine e non avendone assunta alcun’altra, non è cittadino di alcuno stato.

4) giorni lavorativi – dal lunedì al venerdì

5) questore – funzionario dell’amministrazione dell’Interno che, nell’ambito di una provincia, alle dipendenze del prefetto, è responsabile della direzione tecnica dei servizî di polizia e dell’ordine pubblico, ed è inoltre investito di specifiche attribuzioni (rilascio di determinate licenze e autorizzazioni, ecc.

6) questura – organo periferico dell’amministrazione dell’Interno costituito in ogni capoluogo di provincia, e il complesso degli uffici che ne fanno parte, nonché dei funzionarî e dipendenti: la q. di Milano, di Roma; agenti di q.; funzionario di q.; i registri della q.;chiamare la q.; rivolgersi alla q.; essere chiamato, interrogato dalla q.; una perquisizione operata dalla q.; irruzione della q. in una casa equivoca.

7) previo accertamento – verifica previa.

8) visto d’ingresso – visto per entrare in una nazione.

9) Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. (IPZS) –  è controllato al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze del quale è una società in house. È anche la della Repubblica Italiana. (Wikipedia)

11) usura – consumo di un materiale per effetto dello sfregamento con altro materiale, variabile a seconda della loro natura e della pressione che l’uno esercita sull’altro; più genericam., il deterioramento, il logorio che la superficie di un qualsiasi materiale, corpo, oggetto, subisce per effetto dell’uso prolungato.

12) entrambi – tutt’e due.

13) codice fiscale – il codice fiscale in Italia è un codice alfanumerico a lunghezza fissa di 16 caratteri, ispirato dall’uso biblioteconomico, che serve a identificare in modo univoco ai fini fiscali e amministrativi i cittadini, le associazioni senza partita Iva, i contribuenti e gli stranieri nati e domiciliati nel territorio italiano.

Rispondete:

a) Per quanti mesi gli stranieri possono rimanere in Italia senza richiedere il permesso di soggiorno?

b) Che cosa consente il permesso di soggiorno agli stranieri e agli apolidi sul territorio italiano?

c) Che cosa deve fare lo straniero che arriva in Italia per la prima volta?

d) Dove si fa la richiesta del permesso di soggiorno?

e) Il permesso di soggiorno deve essere richiesto soltanto al questore?

f) Qual è la durata del permesso di soggiorno?

g) Da quale questura è rilasciato il permesso di soggiorno? Qual è la procedura?

h) Quale organo pubblico è responsabile della produzione del permesso di soggiorno elettronico?

i) In che cosa consiste il documento e com’è realizzato?

 Arrivederci e buon soggiorno in Italia!

Un po’ di lettura: Il segreto per capelli e pelle al top? L’acqua del riso!

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(crediti immagine: WEB)

La prossima volta che vi preparate a versare l’acqua di cottura del riso nel lavandino, ripensateci: basta dare un’occhiata ai capelli e alla pelle impeccabile delle donne giapponesi, che da anni la annoverano tra i loro segreti di bellezza, per capire che può fare miracoli, trasformando anche la chioma più ribelle in un disciplinato e lucido manto e contribuendo a dare lucentezza e radiosità all’incarnato.

Colonna portante dell’alimentazione delle popolazioni orientali, il riso ha infatti moltissime proprietà che trascendono la mera questione nutritiva e si estendono anche alla cura di pelle e capelli: gli sciacqui con la sua acqua di cottura, in particolare, sono un segreto di bellezza tramandato da secoli di generazione in generazione, con le donne giapponesi che sfruttano gli aminoacidi e le sostanze che contiene per proteggere i capelli e favorirne la crescita.

L’acqua del riso contiene infatti inositolo, una sostanza che migliora l’elasticità del fusto e contribuisce a chiuderne le squame penetrando in profondità e continuando ad agire anche una volta asciugata la chioma: da qui l’abitudine di utilizzarla dopo lo shampoo come balsamo interamente naturale, che oltre a nutrirla contribuisce a dare volume, lucentezza e morbidezza.

Ma i capelli non sono l’unica parte del corpo a beneficiare di quella che sino a oggi era vista dalla maggior parte delle donne come semplice “materia di scarto”: anche la pelle può trarre diversi benefici dall’acqua di cottura del riso, che svolge un’azione emolliente, idratante e antiossidante, migliora la circolazione sanguigna, calma i rossori e le infiammazioni e lascia l’epidermide liscia e luminosa. E’ sufficiente utilizzarla per risciacquare il viso dopo essersi struccate, o per un booster di idratazione applicarla sul viso e lasciarla in posa qualche minuto per dare alle sostanze nutritive il tempo di essere assorbite.

(Testo tratto dal sito Yahoo.it)

Esercizi di comprensione:

1 – Trovate un sinonimo per l’espressione “dare un’occhiata”.

2 – Quali sono le proprietà del riso sfruttate dalle donne giapponesi?

3 – Che cosa sono gli amminoacidi e a che cosa servono, secondo il testo?

4 – Trovate un sinonimo per il termine “chioma”.

5 – L’acqua di riso va utilizzata prima o dopo lo shampoo?

6 – Qual è il plurale del vocabolo “shampoo”?

7 – Quale azione svolge l’acqua di riso sulla pelle del viso e capelli?

8 – Che cosa significa, nell’ambito della cosmesi, il termine inglese “booster” ?

9 – Spiegate con le vostre parole l’espressione “lasciare in posa”.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

In cucina con Affresco!

Ciao ragazzi! Oggi arricchiremo il nostro vocabolario con alcuni termini della cucina, siete pronti?

Ascoltate l’audio alla fine del testo!

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Italiano                                                                                Portoghese

apribottiglie abridor de garrafa
tagliere tábua  de cortar
cavatappi saca-rolhas
padella per friggere frigideira
grattugia ralador
spremitore espremedor
carta stagnola papel laminado
bilancia da cucina balança de cozinha
mestolo concha
ciotola per mescolare tigela
presina pegador de panela
guanti da forno luvas  de forno
matterello rolo
pentola panela
setaccio peneira
apriscatole Abridor de lata
vassoio bandeja
frusta da cucina batedor de claras/fouet
cucchiaio di legno colher de pau

Una nuova ricetta

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(crediti: Sale e Pepe)

Anna: Carlo, oggi preparerò una nuova ricetta.

Carlo: Che bello! Ti posso aiutare?

Anna: Certo! Prendimi una ciottola grande per mescolare tutti gli ingredienti.

Carlo: Eccola! Ti serve anche la bilancia?

Anna: Sì. Mi servono anche la carta stagnola, la grattugia, il tagliere e il matterello.

Carlo: Ma come si chiama questa nuova ricetta?

Anna: Sfogliata rucola e salsiccia!

Carlo: Caspita! Non vedo l’ora di assaggiarla!

 Un’ora dopo

Carlo: Sembra buonissimo, e che profumino!

Anna: Aspettiamo che si raffreddi, altrimenti ci bruciamo la lingua.

Carlo: Nel frattempo, apro una bella bottiglia di vino. Dov’è il cavatappi?

Anna: Dentro il primo cassetto dell’armadio in cucina.

Carlo: Non riesco a trovarlo…

Anna: Aspetta un momento che vengo io a cercarlo. Eccolo qui!

Carlo: Ops! Era proprio sotto il mio naso …

Ascoltate l’audio!

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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“A parte” ou “Apparte”: qual é a forma correta em italiano?

Talvez essa seja uma das dúvidas mais comuns na língua italiana, assim como o é em português: escrevemos “a parte” ou “apparte“? Nós também temos a locução “à parte”, erroneamente escrita, por muitos falantes de língua portuguesa, “aparte”, que existe e é um substantivo (aparte) ou um verbo (apartar) de múltipla transitividade (ex.: que eu/você/ele aparte).

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(créditos: Web)

No caso italiano, essa é uma dúvida efetivamente legítima, uma vez que alguns dicionários aceitam ambas as formas como corretas. Mas atenção! Na língua italiana também existe o verbo transitivo “appartare”, que significa “mettere da parte, in disparte; segregare“. Na sua forma reflexiva “appartarsi“, significa “tirarsi da parte, starsene in disparte; allontanarsi, isolarsi“. Voltando ao tema deste post, qual seria, então, a forma correta da locução italiana em questão? De acordo com a Accademia della Crusca, a forma correta é “a parte“, e a maioria dos dicionários a adota. A locução “a parte” é composta por duas palavras, ou seja, a preposição simples “a” e o termo “parte“. Vale ressaltar que a forma “apparte” é considerada, por muitos estudiosos, como correta por espelhar o fenômeno do “raddopiamento fonosintattico“, isto é: a duplicação da primeira consoante “p” (apparte), que, frequentemente, como nesse caso, acaba por ser reproduzida na escrita.

Naturalmente, esse tipo de questão não diz respeito somente à locução “a parte“, existem inúmeras outras que causam dúvida na hora de escrever, por isso, aconselho que consultem sempre um bom dicionário, antes de usar e assimilar a forma errada.

dicionario

(créditos: CNN)

Exemplos:

A parte il freddo, non ho voglia di uscire stasera. Além do frio, não estou com vontade de sair hoje à noite.
A parte la modestia, abbiamo veramente una bella casa. Modéstia à parte, temos realmente uma bela casa.
A parte il fatto che la monografia è stata consegnata in ritardo, il testo che hai scritto non va bene. Além do fato que a monografia foi entregue atrasada, o texto que você escreveu não está bom.

Arrivederci e buono studio!