Le preposizioni proprie nelle frasi implicite

Le preposizioni proprie nelle frasi impliciteCiao a tutti!

Nel nostro nuovo post parleremo delle preposizioni proprie usate per mettere in relazioni due frasi. Queste preposizioni introducono frasi (proposizioni) subordinate implicite, con il verbo all’infinito.

Attenzione: le preposizioni sono sempre semplici quando introducono una frase.

Ecco una piccola lista con degli esempi raggruppati in base al tipo di proposizione subordinate introdotte dalle preposizioni semplici:

a) Proposizione oggettiva con di

Spero di poterti aiutare oggi.

b) Proposizione soggettiva con di

Succede, a volte, di stare male.

c) Proposizione causale con di, a e per 

Mi dispiace molto di non poterti aiutare.

Sono stata sciocca a non capire ciò che stava succedendo.

Mio figlio ha ricevuto un bel regalo per aver avuto un buon voto in matematica.

d) Proposizione finale con di, a, da e per

Si prega la gentile clientela di richiedere la fattura al check-in.

– Andiamo a fare un bel giretto in città?

Hai qualcosa da leggere?

Ti chiamo domani per stabilire la data e il giorno della recita.

e) Proposizione consecutiva con di, da e per

So che sarà difficile, ma penso che la verità meriti di essere svelata. 

Sono riuscita a superare l’esame. Sono felice da morire!

– Figlio mio, sei troppo piccole per uscire la sera.

f) Proposizione condizionale con a

A sentire le sue spiegazioni, direi che non ha avuto alcuna colpa.

Arrivederci e buono studio!

Claudia V. Lopes

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Bibliografia:

  1. Cetroni M.R. et aliiGrammaticando. Cercola (Napoli), Loffredo Editore, 1997.
  2. SABATINI, Francesco, La comunicazione e gli usi della lingua. Bologna, Loescher editore, 1995.
  3. DARDANO, Maurizio e TRIFONE, Pietro. Parole e Frasi. Bologna, Zanichelli Editore Spa, 1985.
  4. DUCI, Gianfranca e DI ROSA, Silvana – Grammatica pratica e scrittura. Petrini Editore, Borgaro (BO), 2009.
  5. SERIANI, Luca. Grammatica italiana. Torino, Utet Editore, 1991.
  6. Dizionario Garzanti, De Mauro e Lo Zingarelli della lingua italiana.

 

Il verbo mettere e le sue preposizioni

Ciao a tutti!

Sicuramente avete già notato che il verbo “mettere” è adoperato in tantissime situazioni nella lingua italiana, e non sempre è facile, per gli studenti stranieri, decidere quale preposizione usare, e se la stessa è semplice o articolata.

Quindi vi propongo un esercizio semplice con alcune frasi da completare con la preposizione corretta (semplice o articolata). In fondo all’esercizio, troverete le soluzioni, va bene? Guardatele soltanto dopo aver completato tutte le frasi!

Esercizio:

a) Anna, per favore, metti il libro _____ tavolo.

b) Hai messo i vestiti ______ cassetto?

c) Adesso devo mettere il bambino _____ letto.

d) Dovete mettere ______ conto che non so pattinare.

e) Hanno messo nero ____ bianco, adesso non hanno più dubbi.

f) Hai messo il latte ______ frigorifero?

g) Carla ha messo i vestiti estivi ______ armadio nero.

h) Ho messo Carlo ______ corrente di quanto è accaduto ieri.

Soluzioni: a) sul - b) nel - c) a - d) in - e) su - f) in - g) nell' - h) al.

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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Interessarsi “di” o interessarsi “a” – qual è la forma corretta?

Ciao a tutti!

Il nostro post di oggi tratta delle due sfumature di significato del verbo intransitivo pronominale “interessarsi“, che regge sia la preposizione “di” sia la preposizione “a”.

In sintesi, il verbo interessarsi copre due aree semantiche molto distinte:

1) interessarsi per qualcosa o qualcuno, cioè “prendere interesse”, “appassionarsi”. In questo caso, quindi, dobbiamo adoperare la preposizione a:

Es.: Mi sono interessato a lei appena l’ho vista; Carlo si interessa alle condizioni dei più bisognosi.

2) occuparsi di una determinata attività, oppure prendersi cura direttamente di qualcuno o qualcosa. In questo caso, dobbiamo adoperare la preposizione di:

Es.: Mi sono sempre interessata di cinema; Francesco si interessa di sport; perché ti interessi dei fatti miei?

Nel secondo caso, ci sono, comunque, due sfumature semantiche diverse, una positiva (qualcuno che si occupa personalmente di qualcosa, cioè si fa carico) e una negativa (qualcuno che si impiccia e si occupa indebitamente dei fatti altrui). In questi due casi, la preposizione richiesta dal verbo è sempre “di”.

Ragazzi, mi raccomando: imparate a consultare il dizionario per risolvere i vostri dubbi linguistici!

Arrivederci e buono studio!

Claudia Valeria Lopes

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As preposições simples e contraídas do italiano

– Anna arriva in aereo?
– No, arriva in treno.
– A che ora?
– Alle tre.
– Quindi tra cinque ore.
– Dov’è il mio libro di matematica?
– Sulla tua scrivania.
– Non lo vedo!
– Forse è sotto gli altri libri.
– L’ho trovato, era sullo scaffale.

Como perceberam nos pequenos diálogos, as preposições são amplamente usadas no italiano, assim como em qualquer língua estrangeira. Não são raras as vezes que ouço alunos reclamando sobre o quanto é difícil, no início dos estudos, entender o seu uso, sobretudo quando diferem dos da língua portuguesa. No inglês e no alemão (línguas que estudo até hoje) nem sempre é fácil saber qual usar. Contudo, a meu ver, é necessário primeiro entender o que são as preposições e para que servem.

A preposição (lat. praepositiōne) é uma palavra invariável que colocada antes de um substantivo, adjetivo, pronome e inúmeros advérbios relaciona-os mutuamente, formando, por sua vez, complementos e proposições. Na língua italiana existem inúmeros complementos (complemento di termine, di argomento, di abbondanza, etc.), que estudaremos um a um nos próximos posts. As proposições italianas simples são di, a, da, in, con, su, per, tra, fra, que contraídas (articolate) com os artigos definidos (articoli determinativi) il, lo, l’, la, l’, i, gli, le formam as preposições contraídas (preposizioni articolate). Observem a tabela abaixo:

Microsoft Word - preposizioni_semplici_articolate_doc

Naturalmente, não podemos consultar a tabela acima todas as vezes que falarmos ou escrevermos em italiano, seria absurdo. Contudo, aconselho que comecem a prestar atenção na regência verbal e nominal, consultando um bom dicionário, pois é ela que nos indicará qual preposição usar, se é simples ou articulada ou se não devemos usá-las. Um bom exemplo é o verbo “sognare”, que na sua forma transitiva pode ou não ser regido por preposição:

Ieri sera ho sognato te. (Ontem à noite sonhei com você)
Ho sognato il mare . (Sonhei com o mar.)
Carlo ha sognato di essere medico. (Carlos sonhou que era médico.)

Em uma tradução, devemos lembrar que sonhar é também um verbo transitivo indireto regido pelas preposições “com” e “em”. Mas, sobre essas questões, falaremos depois.

Arrivederci e buono studio!