Care lettrici e cari lettori,
Nel nostro nuovo articolo parleremo di alcune paroline italiane che indicano il tempo, ma che nella pratica non sono sempre così precise.
Subito, tra poco, domani… sulla carta sono chiare ma, nella vita reale, molto meno.
Subito – secondo la mia esperienza di vita nel Bel Paese (mio marito è italiano), quando un italiano dice subito spesso non intende “adesso”.
In realtà, le sue intenzioni sono ben altre, come: “appena possibile”, “quando riesco”, “non ti sto ignorando”.
Possiamo quindi dire che subito è una parola che serve soprattutto a mantenere la relazione, più che a fissare un orario.
Tra poco – ancora più interessante è tra poco, che può significare cinque minuti, mezz’ora, o semplicemente non ora.
Non si tratta di una misura del tempo, ma piuttosto di un modo per rimandare senza rompere l’equilibrio e senza creare ulteriori stress.
Domani – in molte lingue può essere inteso come una data precisa; in italiano, invece, spesso non è altro che un orizzonte vago, un modo per dire non oggi, non adesso, in un futuro vicino ma non definito.
Per questo “domani ti chiamo” può facilmente diventare… dopodomani o, chissà, la settimana dopo.
Questo non significa che gli italiani siano disorganizzati, assolutamente no. La verità è che, nella cultura italiana, il tempo è relazionale, non matematico, e può variare sensibilmente a seconda della regione in cui ci si trova.
Per questo motivo, il tempo si adatta:
- alla situazione
- alla persona
- al contesto emotivo
Capire questo cambia tutto, perché smetti di aspettarti precisione dove non è promessa, e inizi a leggere l’intenzione, non solo la parola.
Ed è qui che si capisce davvero una cosa fondamentale: non è solo lingua, è cultura.


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