woman in yellow jacket holding books

Ciao, ragazzi!

Nel nostro post precedente, abbiamo esplorato alcune delle molteplici sfaccettature della piccola, ma versatile particella “ci”. Se non avete ancora avuto modo di leggerlo, vi invitiamo a farlo, così da comprendere meglio il contenuto del post di oggi. Comunque, facciamo un breve ripasso:

Ci con valore avverbiale – vai spesso a Roma? Ci vado due volte all’anno; vieni tutti i giorni in palestra? No, ci vengo tre volte alla settimana.;

Ci come complemento indiretto – hai parlato con tuo marito? Sì, ci ho parlato stamattina; posso contare su di loro, se avrò bisogno? Certo che ci puoi contare.;

Ci che funge da pronome dimostrativo – Anna, hai pensato a quello che ti ho detto? Sì, certo che ci ho pensato.

Adesso cercheremo di capire e interiorizzare altri usi della nostra, ormai conosciuta, particella “ci”, che, inoltre, viene usata con i verbi vedere e sentire:

vederci– Possiamo cambiare posto? Da qui non ci vedo nulla! Magari ho bisogno di un paio di occhiali nuovi.
sentirci– Perché il nonno ascolta la radio a tutto volume?
– Perché non ci sente molto bene.

Attenzione! I verbi sentire e vedere, quando non accompagnati da “ci”, cambiano significato e hanno bisogno del complemento oggetto:

– Dalla finestra del salotto vedo un bel bosco;
– Vedo che ti sei ripresa dal raffreddore;
– Hai sentito questo rumore?
– Sento che non andrò bene all’esame di fisica domani.

Quindi, la particella “ci”, alla fine dei verbi sopra indicati, cambia il loro significato e indica che siamo in grado di sentire e vedere in modo assoluto oppure in una situazione specifica:

– Ho cambiato occhiali e non ci vedo nulla lo stesso!
– Non ci vedo più dalla fame! Vado a mangiare un panino.
– Perché gridi sempre? Ci sento bene!
– Da qui non ci sento molto bene. Mi puoi alzare il volume della TV?

Infine, abbiamo i verbi volerci e metterci e l’espressione mettercela tutta:

volerci
essere necessario, opportuno – *ci vuole/ci vogliono/ci sono voluti/ci sono volute
– Quante ore ci vogliono in aereo da Boston a Parigi?

– Scusami, quanto ci vuole per finire questo film?

– Per comprare una casa ci vogliono tanti soldi.

Ci sono volute tre ore per finire l’esame di letteratura.

Ci sono voluti tanti sacrifici per finire di pagare la casa.

metterci
impiegare (riferito anche al tempo trascorso)
– Quante ore ci metti in macchina da Bologna a Roma?

Ci metto, di solito, 3 ore.

*ci ho messo, ci hai messo, ci ha messo, ci abbiamo messo, ci avete messo, ci hanno messo. PS.: Non usate la forma tronca “c’ho messo, c’hai messo, ecc., poiché considerata sbagliata.– Quanto ci avete messo per arrivare a casa mia?

Ci abbiamo messo 40 minuti.

mettercela tutta (dare un contributo personale, dedicarsi, impegnarsi a fondo, fare il possibile)– Dai, metticela tutta! Vedrai che ce la fai a superare l’esame!

– Sì, ce la metterò tutta!

Anche i verbi volere e mettere quando transitivi e non accompagnati da “ci”, cambiano significato e hanno bisogno del complemento oggetto:

– Vorremo una macchina nuova, ma non abbiamo soldi per comprarla.
– Ho messo tutti i libri nello scaffale.

PS.: per motivi fonetici e stilistici, si può usare “vi” al posto di “ci”:

Claudia è a casa? Sì, c‘è/v‘è.

Ci sono/vi sono molti tipi di pasta in Italia

Arrivederci e buono studio!

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti!

Avatar Cláudia Valéria Lopes

Published by

5 risposte a “Scopriamo la particella “ci/vi”: altri usi e funzioni!”

  1. Avatar Vera Lúcia Sabino
    Vera Lúcia Sabino

    🙂

  2. Avatar Antonia Corso

    Una spiegazione chiarissima!! Grazie

    1. Avatar Claudia Lopes

      Grazie, Antonia! Un caro saluto e a presto 🙂

  3. Avatar Aurelija
    Aurelija

    Legendo capisco tutto, ma… Quando voglio usare parlando, non resco 🙁 Per me e’ dificile. Non sono italiana, non abito nel’Italia

    1. Avatar Claudia Lopes

      Buongiorno, Aurelija! Da quanto tempo studi l’italiano? Anche per me era difficile all’inizio. Ti piace leggere? La lettura aiuta tantissimo a capire e a interiorizzare certe sfumature della lingua.
      Un caro saluto 🙂

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