La storia di Remo e Romolo

La storia di Remo e Romolo

La data simbolica della fondazione della città di Roma è il 21 aprile 753 a.C. Racconta la leggenda che il dio Marte e la fanciulla Rea Silvia si innamorarono perdutamente. Rea Silvia era la figlia di Numitore, discendente di Enea e re di Alba Longa (o Albalonga), una città del Latiun vetus.

Rea Silvia e il dio Marte (dipinto di Peter Paul Rubens)

Dalla loro passione nacquero due gemelli, forti e robusti come il loro padre. Ma il cattivo Amulio, fratello di Numitore, fece imprigionare Rea Silvia, ordinando che i due bambini fossero messi in una piccola cesta e gettati nel fiume Tevere – aveva paura che i bambini, da adulti, governassero al suo posto.

Il fiume Tevere proprio in quel giorno straripò. Quando le acque si ritirarono, la cesta rimase impigliata tra i cespugli, esattamente sotto il colle Palatino.

Il Palatino è uno dei sette colli di Roma, situato tra il Velabro e il Foro Romano, ed è una delle parti più antiche della città.

Una lupa che passava di lì trovò i due gemellini, si avvicinò a loro e cominciò a nutrirli con il suo latte. Qualche tempo dopo Faustolo, – secondo la leggenda, uno dei guardiani di porci nei pressi del Tevere -, un pastore che abitava da quelle parti, vidi i due infanti e decise di portarli nella propria capanna e di crescerli come figli, chiamandoli Romolo e Remo.

(Faustolo trova la lupa con i gemelli, Rubens – Musei capitolini)

Quando i bambini divennero grandi, Faustolo confessò loro di non essere il vero padre e raccontò loro tutta la verità. Per vendicarsi, Romolo e Remo decisero di uccidere il malvagio Amulio, liberando finalmente la madre, Rea Silvia.
Inoltre, decisero di fondare una città sul colle esattamente dove la lupa li aveva trovati e allattali.

Andarono dall’indovino per chiedere dei consigli. Volevano sapere chi avrebbe dato il nome alla città e chi ne sarebbe diventato il re. L’indovino disse a Romolo di andare sul colle Palatino e a Remo sull’Aventino. Da lassù avrebbero potuto guardare il cielo, con attenzione, studiare il volo degli uccelli, cercare di capire ciò che gli dei avevano deciso.

Remo vide per primo un gran numero di uccelli – sei avvoltoi con delle ali immense che volavano sulla sua testa. Subito dopo, Romolo ne vide ben dodici. In quel momento i due fratelli cominciarono a discutere:
Sono stato io a vedere gli uccelli per primo! Esclamò Remo.
Ma io ne ho visti molti di più! Ribadì Romolo. Dunque sarò io il re della città e la chiamerò Roma. Di seguito, prese un bastone e, disegnando un grande quadrato per terra, disse: Ecco! Vedi il confini della mia città? Nessuno può superarli senza il mio permesso. Remo, però, molto arrabbiato, non gli diede retta e calpestò la linea tracciata. Romolo allora tirò fuori la spada e ripeté: Chiunque osi oltrepassare il confini della mia città, verrà ucciso. E uccise Remo.

Romolo divenne il primo Re di Roma che diventò la più bella città di tutto il mondo antico, la capita del più grande impero mai esistito.

Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti!

13 risposte a “La storia di Remo e Romolo”

  1. Avatar Estela Achille
    Estela Achille

    Fantastica come sempre!

    Sent from my Galaxy Tab® E

  2. Avatar Giuseppe CONTINO
    Giuseppe CONTINO

    qUESTA STORIA L4HO STUDIATA 0A SCUOLA DA RAGAZZINO CIRCA 45 ANNI F0? MA NON MI RICORDAVO PI% DEI PARTICOLARI;

    1. Avatar Giuseppe CONTINO
      Giuseppe CONTINO

      Grazie per questo messaggio .

      1. Avatar Claudia Lopes

        Prego, Giuseppe!

    2. Avatar Claudia Lopes

      E’ una bellissima leggenda 🙂

  3. Avatar MARIA DAS DORES GHISI
    MARIA DAS DORES GHISI

    Grazie, sempre bella questa storia.

    1. Avatar Claudia Lopes

      Prego, Maria! Un caro saluto e a presto 🙂

  4. Avatar Rabbit Rescue

    Ho un cane si chiama Remo che guards I conigli al mio rabbit rescue in Australia.

    1. Avatar Claudia Lopes

      Che bello! Un caro saluto 🙂

  5. Avatar Annamaria maiuri

    Sono una bambina di 10 anni e in questo tempo non ho letto qualcosa di più interessante
    ❤️

    1. Avatar Claudia Lopes

      Grazie, Annamaria! Un abbraccio 😍

  6. Avatar Omar
    Omar

    Mi è piaciuto Claudia. Ti ringrazio il tuo tempo a farci sapere un po’ più d’italiano. Saluti da Barcellona

    1. Avatar Cláudia Valéria Lopes

      Caro Omar, grazie del tuo commento. Mi fa molto piacere sapere che i post che pubblico ti piacciono. Un caro saluto!

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Chi sono

Mi chiamo Claudia, sono brasiliana e dal 2006 cittadina italiana. Sono anche una linguista, insegnante e traduttrice professionista di talento con una vasta gamma di competenze ed esperienza. Ho dedicato la mia vita allo studio e all’insegnamento, adoro ciò che faccio e lo faccio con passione. Se mi vuoi conoscere meglio, iscriviti subito al sito di Affresco per tenerti sempre aggiornato/a del nostro contenuto speciale.


Castel Sant’Angelo – Roma

“La bellezza della lingua italiana sta nella sua capacità di esprimere i sentimenti più profondi.” (Italo Calvino)

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