Ciao a tutti!
Sicuramente avete già sentito parlare dei verbi detti difettivi, presenti in quasi tutte le lingue del mondo.
Il termine difettivo viene dal latino tardo defectivus. In grammatica si usa per indicare quei verbi con paradigma incompleto, cioè verbi che mancano di alcuni tempi o persone, o perché caduti in disuso o mai esistiti.
Ecco una lista dei verbi difettivi più comuni, con l’indicazione delle forme più usate:
Addirsi
- Indicativo presente: si addice, si addicono
- Imperfetto: si addiceva, si addicevano
- Congiuntivo presente: si addica, si addicano
- Congiuntivo imperfetto: si addicesse, si addicessero
- Participio passato: addetto
Esempi:
Un linguaggio che non si addice al suo ruolo.
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Consumere
- Indicativo passato remoto: consunsi, consunse, consunsero
- Participio passato: consunto
Esempio: “Il sole e il lavoro mi hanno consunto.” (Ugo Foscolo)
Prudere – Presenta solo alcune forme, come la 3ª persona singolare e plurale (prude, prudono).
Esempio: Quel morso di zanzara mi fa prudere il braccio; le punture di zanzara prudono molto.
Aggradare – Usato soprattutto al presente indicativo (aggrada), spesso in senso ironico:
Esempio: Fate pure come vi aggrada (= come più vi piace).
Fallare
Compare quasi esclusivamente nel participio passato fallato:
Esempio: Un vaso fallato (= difettoso).
Fervere – Forme più comuni: ferve, fervono; ferveva, fervevano; fervente.
Esempi: Fervono i preparativi; un fervente cattolico.
Ostare – Rimasto soprattutto nelle espressioni burocratiche e cristallizzate:
Esempi: Se nulla osta al provvedimento…; concedere il nullaosta.
Secernere – Forme più comuni: secerne, secernono; secernente; secernendo.
Esempi:
Il nostro corpo secerne sudore.
Quel liquido viene secreto da un organo particolare.
Solére – Forme più usate: suole, soleva e soprattutto solito nell’espressione essere solito.
Esempi: Come si suol dire…; sono solito mangiare alle otto.
Prudere, urgere, vertere, vigere
Presentano solo la 3ª persona singolare e plurale dei tempi semplici (indicativo, congiuntivo, condizionale), ma mancano del participio passato, quindi non formano i tempi composti.
Altri verbi difettivi:
Competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere.
- Mancano del participio passato, perciò non hanno tempi composti.
Tangere (“toccare”) e delinquere (“commettere un delitto”)
Si usano oggi soprattutto nelle forme del participio presente tangente, delinquente, come aggettivi o sostantivi:
Esempi:
Retta tangente; partire per la tangente; un feroce delinquente.
Consumere
Presenta il participio passato consunto, di uso letterario.
Esempio:
“Un povero consunto vestitino di casa.” (Italo Svevo, La coscienza di Zeno)
Per concludere: i verbi difettivi ci ricordano che la lingua non è mai statica: si trasforma, conserva, dimentica e reinventa forme secondo l’uso. Molti di questi verbi oggi si usano solo in espressioni fisse, ma continuano a raccontarci una parte affascinante della storia dell’italiano.










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