Parliamo di Dante: il padre della lingua italiana

Puro e disposto a salir a le stelle.” (Purgatorio)


Care lettrici e cari lettori,

Avete sicuramente già letto qualcosa su colui che viene spesso considerato il “padre” della lingua italiana: Dante Alighieri (nato a Firenze nel 1265 e morto a Ravenna nel 1321). Della sua vita familiare sappiamo che la madre, morta quando Dante era ancora giovane, si chiamava Bella; il padre, Alighiero di Bellincione, morto intorno al 1283, proveniva da una famiglia benestante. È quindi plausibile che Dante abbia potuto ricevere una buona educazione e dedicarsi agli studi, in un contesto sociale relativamente favorevole, pur senza poter escludere difficoltà personali legate alla perdita precoce dei genitori.

Museo casa di Dante, Firenze (Wikipedia)

La sua formazione

Per quanto riguarda la sua formazione, Dante potrebbe aver frequentato ambienti di studio a Bologna, e forse retorica anche grazie all’influenza di Brunetto Latini, intellettuale e uomo politico fiorentino, autore di opere in volgare italiano e francese. Fin da molto giovane, Dante si dedicò alla poesia, diventando amico di Guido Cavalcanti e Lapo Gianni, entrambi poeti come lui. Inizialmente, le sue rime erano in stretta sintonia con la maniera dello stilnovo, un importante movimento poetico italiano sviluppatosi tra il 1280 e il 1310 tra Bologna e Firenze, il cui precursore fu Guido Guinizelli, poeta e giudice (morto nel 1276).

Henry Holliday, l’incontro immaginario fra Dante e Beatrice, 1883

Le sue poesie e la sua opera

Le sue prime poesie (e una parte importante delle sue opere) furono dedicate a Beatrice, la sua musa ispiratrice (Beatrice Portinari, detta Bice), che Dante avrebbe conosciuto all’età di nove anni. Beatrice morì a soli 24 anni, nel 1290, evento che gettò Dante in uno stato di crisi e dolore profondo. Tra il 1292 e il 1293, per onorare la sua memoria e il suo amore, Dante riunì in un volumetto intitolato Vita Nova le poesie da lui scritte e a lei dedicate. Di seguito riporto una delle poesie intitolata Tanto gentile e tanto onesta pare:

TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare. 4
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare. 8
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova: 11
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

L’opera narra la storia di un amore platonico verso Beatrice (“colei che dà la beatitudine”). Il suo sentimento per Beatrice era spiritualizzato e interiorizzato, ed era pura adorazione, caratteristiche tipiche della poesia stilnovista.

Tuttavia, di tutte le opere di Dante, forse la più conosciuta in assoluto è la Divina Commedia, in cui racconta, in prima persona, un viaggio nell’aldilà. Il Dante che troviamo lungo in tutti i tre canti è molto diverso da quello giovanile della Vita Nova. Secondo gli studiosi, il poeta avrebbe iniziato a scriverla intorno al 1306 e l’avrebbe finita negli ultimi anni della sua vita. Nell’opera, aveva circa 35 anni quando si perde nella selva oscura:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
(I canto, Inferno)

(Dal web)

Nel suo percorso e a fin di purificare l’anima, il poeta sale sul colle del purgatorio che vede in lontananza; tuttavia, tre bestie feroci lo fermano. Dante deve scendere nell’inferno – prima di andare nel purgatorio e nel paradiso – per conoscere tutta la sofferenza fisica e spirituale delle anime peccatrici che lì si trovano. Ovviamente, è un viaggio allegorico: lui, in quanto letterato e uomo politico, voleva mostrare e far capire ai suoi contemporanei tutti gli errori da evitare, seguendo quindi la diritta via per salvare non soltanto sé stesso ma l’intera umanità. E l’aspetto più importante è che soltanto la fede in Dio può condurre al paradiso.

Nel suo percorso, Dante è guidato da tre personaggi: il poeta Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.), che lo accompagnerà nell’Inferno e nel Purgatorio. Virgilio rappresenta la conoscenza razionale e quella filosofica; Beatrice, simbolo della fede, che gli mostrerà il paradiso (ca. 1266–1290) e San Bernardo di Chiaravalle (1090 – 1153), uno dei più importanti rappresentanti del pensiero mistico del XII secolo, guida Dante nell’Empireo.

Come avrete notato, l’importanza della Divina Commedia è immensa non solo perché è ritenuta l’opera fondatrice della lingua italiana (nel volgare fiorentino), ma anche perché delinea, con ricchezza di dettagli, tantissimi aspetti della società medievale con riferimenti politici, religiosi e sociali. La Divina Commedia è considerata tuttora un’opera attuale nella in quanto la poesia di cui è composta rappresenta una delle più alte realizzazioni dello spirito e dell’animo umano.

Nel prossimo post, parleremo della struttura della Divina Commedia e della sua composizione e della terzina dantesca.

Riferimenti bibliografici

SALINARE, Carlo. Profilo storico della letteratura italiana, Giunti, 1991.

Speciale Dante, Rivista ADESSO, marzo – 2021

FERRONI, Giulio. Profilo storico della letteratura italiana, Einaudi Scuola, 2008.

11 responses to “Parliamo di Dante: il padre della lingua italiana”

  1. Avatar Ines
    Ines

    Mi è piaciuto molto il tuo commento, Claudia ! Aspetto il prossimo ! Grazie

    1. Avatar Claudia Lopes

      Grazie a te, Ines! Un abbraccio 🙂

  2. Avatar Fifi
    Fifi

    Ciao Claudia
    Mille mercis à vous.
    J’attends la suite avec impatience.
    Une de vos lectrices de l’Ouest canadien.
    💐❤️
    Fifi

    1. Avatar Claudia Lopes

      Fifi, grazie di cuore del tuo bel commento. Sono riuscita a capire tutto, anche se il mio francese non è così speciale. Un abbraccio, a presto!
      Ti saluto dalla Svizzera 🙂

  3. Avatar Jo Loobuyck
    Jo Loobuyck

    Articolo molto interessante! Grazie!

    Jo Loobuyck – Belgio

  4. […] 700 anni dalla morte di Dante Alighieri: Dantedì […]

  5. […] Quindi, abbiamo finito il nostro viaggio nell’universo della Divina Commedia, spero che il post vi sia piaciuto; vi consiglio di leggere anche L’architettura dell’Inferno, L’architettura del Purgatorio, 700 anni dalla morte di Dante – il Dantedì […]

  6. […] occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, vi propongo quattro post a lui dedicati. Vi consiglio di leggerli per conoscere un po’ della […]

  7. […] occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, vi propongo quattro post a lui dedicati. Vi consiglio di leggerli per conoscere un po’ della […]

  8. […] Nel post precedente abbiamo esplorato un po’ la vita e la produzione letteraria di Dante Alighieri. Oggi, invece, inizieremo a studiare la struttura di una delle sue opere più celebri e conosciute: La Divina Commedia. Cominceremo precisamente dal primo cantico, l’Inferno. Prima di procedere, è importante ricordare che Dante immaginava l’aldilà secondo la concezione dell’universo basata sulla teoria tolemaica, sviluppata dall’astronomo greco Tolomeo. […]

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Chi sono

Mi chiamo Claudia, sono brasiliana e dal 2006 cittadina italiana. Sono anche una linguista, insegnante e traduttrice professionista di talento con una vasta gamma di competenze ed esperienza. Ho dedicato la mia vita allo studio e all’insegnamento, adoro ciò che faccio e lo faccio con passione. Se mi vuoi conoscere meglio, iscriviti subito al sito di Affresco per tenerti sempre aggiornato/a del nostro contenuto speciale.


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