Oggi è un giorno molto importante per la Gran Bretagna, poiché i suoi cittadini dovranno scegliere di rimanere nell’Unione Europea oppure votare per la Brexit e uscirne. Bruxelles ormai ha dato il suo verdetto: “chi è fuori, è fuori, nessun altro compromesso è possibile”, quindi gli inglesi dovranno decidere il futuro della Gran Bretagna, senza alcuna possibilità di tornare indietro. Ma cosa significa il termine Brexit?
L’anno scorso abbiamo visto spesso il termine Grexit – coniato dagli analisti Willen Buiter e Ebahin Rahbri su Global Economics View, del 6 febbraio 2012 – su tutte le testate italiane. Il vocabolo nasce dalla lunghissima espressione Greek Euro Area Exit, cioè “uscita greca dall’area euro”. Quindi Brexit nasce da British Euro Area Exit, termine diventato corrente sia nella lingua inglese sia in altre lingua, entrato nella lingua italiana come prestito, così come Grexit.
Il filologo e linguista Bruno Migliori (Rovigo, 19 novembre 1896 – Firenze, 18 giugno 1975) denominava queste abbreviazioni di “parole macedonia”, cioè casi in cui “una o più parole maciullate sono state messe insieme con una parola intatta” come, appunto, exit.
Si deve dire la Brexit o il Brexit? Cerchiamo di ragionare insieme: exit è la forma verbale latina, adoperata in inglese come prestito nella formazione di didascalie teatrali (exit v.1 nell’Oxford English Dictionary), ma anche un sostantivo, che corrisponde all’italiano “uscita”, per cui l’Accademia della Crusca raccomanda che Brexit e Grexit siano adoperate come vocaboli femminili, preceduti dall’articolo “la”: la Brexit e la Grexit.
Arrivederci e buono studio!
Claudia V. Lopes
Se il post vi è piaciuto, fatecelo sapere nei commenti.











Rispondi