Lingue non romanze parlate in Italia

Salve, cari amici!

Nel nostro nuovo post, cominciamo con una domanda: quale lingua si parla in Italia? Sicuramente, vi sta chiedendo che accidente di domanda sia questa, vero? Senza dubbio, l’italiano! Tuttavia, oltre la lingua italiana, ci sono altre lingue non romanze parlate in numerosi centri della nostra Penisola, soprattutto, nella parte meridionale (continentale e insulare). E quali sono?

Idiomi albanesi

La lingua albanese, per esempio, è parlata in 50 comunità sparse in sette regioni italiane con un totale di 100.000 albanofoni. La loro parlata è genuinamente albanese, denominata Arbëreshë (cioè, albanesi d’Italia), diffusa nel sud dell’Albania e nella regione dell’Epiro, nonché il dialetto tosco, varietà di lingua albanese parlata in Albania, Grecia e Turchia.

Lingua Arbëreshë
Costumi tradizionali degli Arbëreshë (albanesi d’Italia)
immagine – Albanianews

Le comunità dove la lingua albanese è parlata si trovano in Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria (provincia di Cosenza, Catanzaro, Crotone) e Sicilia (provincia di Palermo).

Idiomi germanici

Nella provincia autonoma di Bolzano, come si sa, vige il bilinguismo italo-tedesco. In tutta l’area del Triveneto si riscontrano alcune isole linguistiche germanofone, diffuse nelle regioni prealpine e alpine:

  • lingua cimbra – idioma di tipo bavarese, che sarebbe stato portato da un gruppo di migranti tedeschi, che durante il medioevo colonizzarono le zone al confine delle provincia di Trento, Verona (Tredici comuni) e Vicenza (Sette comuni)
Costumi tradizionali della comunità germanofona di Bolzano
Immagine – UnserTirol

I Tredici Comuni sono un’area della provincia di Verona localizzata grossomodo al centro della Lessinia, territorio montano delle Prealpi Venete.

L’altopiano dei Sette Comuni, conosciuto anche col nome di altopiano di Asiago, è un vasto altopiano che si trova sulle Prealpi Vicentine, nella parte settentrionale della provincia di Vicenza.

Il cimbro è stato sovrastato dai dialetti della lingua veneta già nei secoli scorsi e, attualmente, è parlato da poche centinaia di persone, in modo più attivo, nelle comunità di Luserna, nel Trento e, in modo ridotto, a Giazza e Roana.

La lingua mochena (in mocheno bersntoler sproch) è parlata nei tre comuni del versante orientale: valle dei Mocheni (o Fersina) in provincia di Trento, Fierozzo (Vlarotz), Frassilongo (Garait) e Palù del Fersina (Palai en Bersntol).

Il mocheno è un parente lontano del cimbro, derivante da uno stanziamento di coloni tedeschi in epoca antica.

Troviamo anche altre isole germanofone in Carnia (Sauris, Zahare, Timau, Tischlbong e Sappada, Plodn); tutte queste varietà hanno un’origine simile a quelle precedenti. La lingua tedesca, inoltre, è diffusa su grande parte della Val Canale (Kanaltal), al confine con l’Austria.

L’alemanno – insieme di varianti della lingua alto-tedesca, appartenente alle parlate walser e imparentato con le varianti del vicino cantone Svizzero del Vallese – è paralo in alcuni comuni del Piemonte e Valle d’Aosta.

Idiomi greci

Nell’Italia meridionale si riscontrano delle isole linguistiche dove si parlano il griko, un dialetto di tipo neogreco parlato in Salento, e il grecanico, parlato in Calabria.

Costumi tradizionali dei Grecanici in Calabria
Immagine Wikiwand

L’isola linguisticaellenofona del Salento, situata nella Puglia meridionale, viene denominata Grecìa salentina.

Idiomi indo-arii

In italia troviamo anche il romaní, parlato dai sinti e dai rom in diverse forme dialettali, che sono state influenzate dai paesi con cui hanno avuto contatto in passato, nonché dalle parlate regionali italiane con cui sono a contatto ancora oggi.

Idiomi slavi

Lo sloveno è parlato in Friuli-Venezia Giulia, nella fascia che confina con le provincie di Trieste, Gorizia e Udine. Nella Val di Resia si riscontra anche, secondo alcuni studiosi, una variante dialettale distinta dalla sloveno chiamato resiano, imparentato con i dialetti sloveni parlati a Carinzia (Austria).

Infine, il na-našu (antico dialetto slavo originario dell’entroterra dalmata), parlato in Molise. Secondo studi, il na-našu discende dalla parlata portata degli Slavi che arrivarono in Italia tra il XV-XVI secolo, per sfuggire all’avanzata degli ottomani nei Balcani, stanziandosi nei paesi di Acquaviva Collecroce (Kruč), Montemitro (Mundimitar) e San Felice del Molise (Sti Filić).

Forse adesso sarete capaci di rispondere alla domanda con cui inizio il post!

Un abbraccio e buono studio!

Claudia Lopes

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Pubblicato da Claudia Lopes

Cláudia Valéria Lopes è nata a Rio de Janeiro, Brasile. Nel 2001 si laureò in Lingue straniere (portoghese e italiano) presso l’UFRJ – Universidade Federal do Rio de Janeiro. È traduttrice e insegnante di portoghese e italiano. Ha vissuto in Italia per sette anni, periodo in cui ha potuto approfondire le sue conoscenze della lingua italiana e dare continuità ai suoi studi. Ha lavorato per due anni come lettrice di lingua portoghese (norma brasiliana ed europea) presso l’Università degli Studi di Bari. Dal 2009 vive in Svizzera, dove lavora nel campo dell’e-learning, traduttrice (le sue lingue di lavoro sono: portoghese, italiano, inglese e tedesco) e insegnante di portoghese e italiano. Claudia è amministratrice e redattrice del Blog, della pagina Facebook di Affresco della Lingua Italiana e del canale Youtube.

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