La lingua italiana, come tutte le lingue, ha delle sfumature speciali, soprattutto per quanto riguarda i vocaboli che vengono usati in senso figurato.
Quando vivevo in Italia, esattamente in Salento, sentivo spesso dalla gente che era molto importante individuare gli spifferi d’aria a casa e chiuderli perché, secondo le loro credenze, potevano far scattare un po’ di disaggi e malanni al corpo, come: dolori al collo, alla cervicale, alla schiena e anche il mal di testa! Se fino a quel momento non sapevo, per esempio, che cosa fossero i dolori cervicali, ho imparato in loco e in poco tempo.
Vi dico la verità, non ho mai visto un popolo così terrorizzato dai colpi d’aria in generale e dai disaggi che esso può portare. Alla fine, credo di esserne diventata pure io un po’ terrorizzata.

Quindi, cos’è uno spiffero? Questo vocabolo, che deriva dal verbo “spifferare”, è niente più niente meno che il soffio di vento, cioè la corrente d’aria che penetra attraverso una fessura: la stanza dell’albergo, dove ho pernottato a Firenze, era piena di spifferi; si sente uno spiffero dalla finestra, è meglio che lo individui. Quindi, spifferare significa soffiare (aria o vento) da una fessura: nella stanza dei bambini spiffera un’aria fredda dalla porta che dà sul balcone.

Tuttavia, il verbo spifferare ha un’altra connotazione molto interessante ed è usato soprattutto nei confronti delle persone che vanno in giro raccontando cose riservate e senza alcun riguardo: Carla ha spifferato a tutti il segreto che le avevo confidato, quindi è una spifferona (maschile spifferone) e, in poche parole, ha fatto una spifferata.
Comunque, anche una macchina può avere degli spifferi! Anni fa abbiamo comprato una Fiat Punto usata che sembrava a posto. Poi, quando è arrivato l’inverno, ci siamo accorti che era piena di spifferi, motivo per cui morivamo di freddo anche con il riscaldamento accesso!


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